Questo potrebbe essere l’ultimo avvertimento degli Stati Uniti prima di intraprendere azioni drastiche per punire coloro che continuano a respingere le richieste di Trump.

Il Sottosegretario alla Guerra per le Politiche, Elbridge Colby, ha tenuto un importante discorso a metà aprile al Gruppo di Contatto per la Difesa dell’Ucraina, in cui ha esortato gli europei ad accelerare la transizione verso quella che all’inizio dell’anno aveva definito “NATO 3.0”. Come spiegato qui, “l’idea è che la NATO dovrebbe tornare a concentrarsi sulla propria difesa anziché disperdersi eccessivamente nell’Indo-Pacifico, nell’Asia occidentale, nell’Europa orientale e altrove”, e l’analisi precedente, a cui si fa riferimento tramite hyperlink, spiega come ciò si allinei con le politiche di Trump 2.0.

Tornando al discorso di Colby, egli ha chiesto che “l’Europa debba accelerare l’assunzione della responsabilità primaria per la difesa convenzionale del continente”, compreso l’armamento dell’Ucraina attraverso il programma “Lista dei Requisiti Prioritari per l’Ucraina” (PURL), in cui gli Stati Uniti svolgono il ruolo più significativo. A tal fine, “la necessità di ricostituire rapidamente le scorte europee di munizioni è fondamentale, così come la necessità di rimuovere le barriere commerciali protezionistiche che soffocano il potenziale industriale del continente”.

Ha aggiunto che “lo sviluppo di una base industriale della difesa europea solida, efficiente e integrata non può essere semplicemente un’aspirazione, ma un prerequisito assoluto per una deterrenza e una difesa credibili”. Consapevole della loro ossessione per l’Ucraina, Colby ha poi affermato che “questo sarà cruciale per porre fine alla guerra in Ucraina, a condizioni che favoriscano una pace duratura”. Ha quindi auspicato “azioni più concrete e un cambiamento di atteggiamento fondamentale” da parte loro per “accelerare questa transizione verso una ‘NATO 3.0’”.

Colby ha concluso affermando che “se l’Europa saprà essere all’altezza della situazione – assumendosi veramente la responsabilità primaria per la difesa del continente, in linea con la nostra visione di una ‘NATO 3.0’ riequilibrata – saremo tutti più forti e credibili nella difesa dei nostri popoli e dei nostri interessi nazionali”. A metà del suo discorso, li ha anche avvertiti in modo inquietante: “Sottolineo l’importanza cruciale [dell’intervento della NATO per contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, come auspicato da Trump] per le nostre relazioni future”.

Come già valutato il mese scorso e come implicitamente ribadito da Colby, gli Stati Uniti potrebbero accelerare la loro pianificata riorganizzazione delle priorità militari, spostandole dall’Europa alle Americhe e all’Indo-Pacifico, se questi ultimi rifiutassero la richiesta di Trump di interrompere i significativi contributi al programma PURL prima che la NATO possa sostituirli. Ciò faciliterebbe una vittoria completa della Russia in Ucraina, o quantomeno spaventerebbe gli europei, facendoli temere che questa sia inevitabile se non intervengono subito dopo il nuovo taglio delle armi, inducendoli così a fare ciò che Trump desidera.

Se alcuni membri del blocco si rifiutassero di contribuire mentre altri lo facessero, Trump potrebbe imporre il modello “pay-to-play” da lui descritto, che, secondo alcune indiscrezioni, escluderebbe i “dissidenti” dai processi decisionali e ritirerebbe il loro sostegno ai sensi dell’articolo 5. Queste punizioni potrebbero essere imposte anche per il rifiuto di destinare il 5% del PIL alla difesa. È molto probabile che Colby abbia comunicato questi piani punitivi ai suoi omologhi a margine dell’evento, anche se solo accennandovi.

Il suo invito ad accelerare la transizione verso la “NATO 3.0”, ideata da lui, può quindi essere considerato l’ultimo avvertimento degli Stati Uniti prima di intraprendere azioni drastiche per punire coloro che continuano a rifiutare le richieste di Trump. L’imposizione del modello “pay-to-play” è una possibile strada da percorrere, così come il nuovo taglio delle forniture di armi all’Ucraina. Entrambe le soluzioni potrebbero anche verificarsi contemporaneamente. Non è chiaro cosa farà la NATO nel suo complesso, né tantomeno i singoli membri, ma è evidente che Trump sta perdendo la pazienza.


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