NAZA arriva nelle sale UCI Cinemas

Dopo il riconoscimento ottenuto al Lido, NAZA prosegue il suo percorso sul grande schermo arrivando anche nelle sale del circuito UCI Cinemas. Il documentario sarà protagonista di tre appuntamenti speciali, tutti alle ore 20:15: lunedì 28 settembre e mercoledì 30 settembre nelle sale UCI Cinemas di Bicocca, Campi Bisenzio, Casalecchio, Napoli, Firenze, Fiumicino, Fiumara, Lissone, Marcianise, Marcon, Megalò, Milanofiori, Molfetta, Moncalieri, Orio, Porta di Roma, Reggio Emilia, Rimini, Roma Lunghezza, Torino Lingotto e Verona, e martedì 29 settembre in tutto il circuito UCI Cinemas.

Info sul sito ufficiale: https://ucicinemas.it/film/naza

QUI il trailer ufficiale.

Naza parla della normalizzazione dell’uccisione di persone palestinesi nell’esercito israeliano e ha vinto il Premio speciale della giuria al Festival del cinema di Venezia.
Sarà pubblicato gratuitamente online a novembre, sul sito del Guardian, dopo la proiezione nelle sale cinematografiche. Lo hanno annunciato Yuval Abraham, regista del film insieme a Rachel Szor, e il Guardian, che l’ha prodotto.

Nel frattempo, dopo le manifestazioni violente davanti all’abitazione dei genitori di Rachel Szor, il ministro della cultura israeliano Miki Zohar accusa i registi di ‘tradimento contro lo Stato’, minacciando di privarli della cittadinanza, e l’esercito israeliano ordina azioni legali contro di loro.Prossimamente al cinema “The Bibi files”, il film che gli israeliani vedono di nascosto

di Maddalena Brunasti (*)

Mercoledì 30 settembre sarà proiettato simultaneamente in numerose sale cinematografiche con, a seguire, il collegamento in streaming con la regista, Alexis Bloom, insieme alla giornalista Giulia Innocenzi, e alla condirettrice de Il Fatto Quotidiano, Maddalena Oliva, e con tanti altri ospiti.

Nel docufilm The Bibi Files sono assemblate le registrazioni – ovviamente ‘trafugate’ – degli interrogatori della polizia israeliana in cui i testimoni raccontano e spiegano i fatti su cui si basano le accuse di corruzione e di manipolazione dell’informazione di cui il primo ministro e i suoi parenti devono rispondere al processo che si trascina orma da anni, continuamente interrotto per ‘cause di forza maggiore’ e ‘ragioni di stato’ che impediscono all’imputato principale di recarsi alle udienze… e, così, essere giudicato.

Le ‘confessioni’ parlano di “casse di sigari e di champagne”, di “gioielli del valore di migliaia di dollari recapitati alla moglie del Primo Ministro” e di molti altri regali ricambiati dal premier con “esenzioni fiscali su misura”, inoltre di favori invece elargiti da Benjamin ‘Bibi’ Netanyahu, per garantirsi l’accondiscendenza o l’obbedienza di giornalisti, influencer e opinion leader.
L’iniziativa di mercoledì 30 settembre nei cinema italiani è promossa e coordinata da Pueblo Unido e Mescalito Film, che spiegano:

Quando al produttore di questo documentario è arrivato, su Signal, un messaggio con centinaia di ore di registrazioni riservate, ciò che si apriva era l’archivio degli interrogatori condotti dalla polizia israeliana su Benjamin Netanyahu, su sua moglie Sara, su suo figlio Yair e sugli imprenditori che ruotavano attorno alla famiglia nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro.

Da quel materiale, mai mostrato prima, Alexis Bloom ha costruito un film che permette di osservare Netanyahu fuori dalla scena pubblica che lui stesso controlla da quasi trent’anni, nel momento in cui deve rispondere a chi lo interroga .

Mentre i miliardari e i collaboratori chiamati a testimoniare faticano a reggere il confronto con le prove, lui non ricorda quasi nulla.

Seguendo il filo che lega le accuse di corruzione allo spostamento del governo verso l’estrema destra, fino allo scontro sulla magistratura e alla guerra a Gaza, il film arriva a porre la domanda che riguarda tutti: quanto può pesare, sulle decisioni di un capo di governo, la necessità di non finire sotto processo?

Il 27 ottobre Israele torna alle urne e Netanyahu si ripresenta agli elettori cercando il mandato che gli consentirebbe di restare al potere.

In Israele il film non è uscito, eppure moltissime persone lo hanno visto lo stesso, attraverso copie pirata che hanno circolato di mano in mano.
E sono stati proprio gli oppositori del premier a chiedere al produttore di diffonderlo il più possibile fuori dai confini del Paese.

Portarlo nei cinema italiani ora significa anche mettere a disposizione di chi lo guarda gli elementi per capire come si è arrivati fin qui in Italia e nell’Unione Europea, dove i governanti continuano a non rimettere in discussione gli accordi commerciali e di associazione con Israele.

Ogni persona che scopre che questo film esiste è una persona in più che potrà vedere quello che in Israele è stato tenuto nascosto.

THE BIBI FILES – Mercoledì 30 settembre le proiezioni e, a seguire, il collegamento in streaming con la regista, Alexis Bloom, insieme alla giornalista Giulia Innocenzi, e alla condirettrice de Il Fatto Quotidiano, Maddalena Oliva, e con tanti altri ospiti, nei cinema di numerose città italiane – sul sito di Pueblo Unido elencate con indirizzi, orari e link ai moduli di prenotazione dei posti.

Iscrivendosi al club Pueblo Unido si possono avere riduzioni del biglietto per le proiezioni in programma per l’occasione e anticipazioni, notizie e aggiornamenti sulle prossime iniziative.

(*) Tratto da Pressenza.


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