A scanso di equivoci chiarisco subito che, nonostante il mio tetragono ateismo, ritengo idiota quanto ha fatto il soldato israeliano in Libano. Offendere centinaia di milioni di cristiani sparsi per il mondo, che ritengono quel tipo di statue qualcosa di sacro, è pura idiozia. In secondo luogo (e questo è più grave) chi lo ha fatto rappresenta uno stato razzista, suprematista ebraico, nel quale i cristiani (e ancor più i musulmani) sono, di fatto, cittadini di serie B, profondamente discriminati (per non parlare dei palestinesi cristiani e musulmani che vivono fuori dai confini ufficiali d’Israele -quelli del 1948-67- per i quali la parola “discriminazione” è un eufemismo). Last but not least, la figura di quel povero Cristo mi è pure simpatica, nonostante la vergognosa strumentalizzazione e deformazione a cui è sottoposta da oltre 17 secoli. Anche ammesso che il “sacrilego” in questione abbia voluto vendicare simbolicamente le centinaia di migliaia di suoi correligionari assassinati “in nome di Cristo” tra il IV e il XX secolo, direi che si è comunque comportato da idiota.

Detto questo, mi fa schiumare di rabbia vedere il polverone sollevato da molti degli “indignati” per questo episodio. La loro indignazione dov’era di fronte al tentato genocidio a Gaza, agli assassinii più o meno mirati in Cisgiordania, alle bambine assassinate nella scuola iraniana nemmeno due mesi fa, alle migliaia di assassinati in Libano solo negli ultimi mesi? Possibile che degli esseri umani (perché, tutto sommato, credo lo siano, fino a prova contraria) sentano accendersi il sacro fuoco del “senso di giustizia” quando vedono colpita una statua, un simbolo, e non quando vedono i cadaveri dei piccoli palestinesi, libanesi, iraniani sepolti dalle bombe sganciate dai colleghi del “sacrilego”? Vecchia, piccola, borghesia: non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

G. Savonarola


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