Pubblichiamo, dal sito del PCL, un breve intervento che mette i puntini sulle i del presunto “pacifismo” dei vari papi ed esponenti della gerarchia cattolica. Non è da oggi, infatti, che mi tocca sentire esaltazioni delle “dure prese di posizione” di questo o quell’altro papa (in particolare di Bergoglio, ma ricordo persino di quella canaglia amico dei dittatori latinoamericani che di cognome faceva Woytila!). Se lo facessero solo i bigotti o in genere i cattolici lo capirei. Purtroppo sento questi apprezzamenti anche tra la gente “di sinistra” (persino in qualche semi-compagno). Non c’è più religione! [FG]

LA GUERRA PER LA CHIESA CATTOLICA

Lo scontro verbale tra Papa Leone XIV e Trump può far pensare che la Chiesa sia contro la guerra in senso assoluto, ma la realtà dei fatti è un’altra.

Il vicepresidente degli Stati Uniti non si è inventato da solo la “guerra giusta”, essa è contemplata nel catechismo della Chiesa Cattolica (che si può liberamente consultare online). Infatti:

« 2309. Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare. Tale decisione, per lasua gravità, è sottomessa a rigorose condizioni di legittimità morale. […] Questi sono gli elementi tradizionali elencati nella dottrina detta della “ guerra giusta”. La valutazione di tali condizioni di legittimità morale spetta al giudizio prudente di coloro che hanno la responsabilità del bene comune. »

Colpo di scena: la moralità apparentemente pacifista della religione cattolica riporta nero su bianco, nella sua dottrina, che è possibile condurre una guerra. Approfondendo la questione si capiscono anche i legami con il potere vigente:

« 2310. I pubblici poteri, in questo caso, hanno il diritto e il dovere di imporre ai cittadini gli obblighi necessari alla difesa nazionale. Coloro che si dedicano al servizio della patria nella vita militare sono servitori della sicurezza e della libertà dei popoli. Se rettamente adempiono il loro dovere, concorrono veramente al bene comune della nazione e al mantenimento della pace.»

Tutto questo senza negare, ovviamente, l’uso delle armi e il diritto di uccidere. Riportiamo qui un ultimo passaggio:

« 2265. La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l’ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo,i legittimi detentori dell’autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità. »

Il falso mito del pacifismo crolla e la Chiesa non ha paura di nasconderlo. Nel nome del “bene comune” si affida ai “legittimi detentori dell’autorità” manifestando il suo necessario sostegno alla classe dominante. Il mantenimento dell’attuale ordine dei poteri è nell’interesse della Chiesa, che essendo materialmente inserita nella sua epoca, ha pieno interesse a difendere il capitalismo.

Dall’altro lato, nel quadro della propaganda di una morale giusta da seguire, la condanna degli atti di violenza è sempre stata utilizzata dagli Stati come strumento di controllo delle classi subalterne, per garantire la pace sociale e per disinnescare possibili episodi di rivolta contro l’ordine costituito.

Gli scontri verbali tra la chiesa e i vertici dell’imperialismo non sono altro che deboli sfumature all’interno di un quadro pieno di violenze e oppressioni chiamato capitalismo, in cui Stato e Chiesa si impegnano attivamente a mantenerlo.

Trasformare le guerre imperialiste in guerre di classe è l’unica vera guerra giusta.

Papa Leone XIV ha ragione quando dice “il mondo è distrutto da una manciata di tiranni”. Noi ci impegneremo a scacciarli una volta per tutte, lui compreso.

Luca Gagliano


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