Lo scontro ad Idlib tra Siria, Russia e Turchia continua. Erdogan apre i cancelli ai migranti che per anni ha tenuto sul suolo turco in cambio di un lauto pagamento da parte dell’Unione Europea.

La Turchia combatte e arma i gruppi jihadisti presenti in opposizione al governo di Assad. A spiegare il  legame tra le due vicende è lo stesso Erdogan, che questa mattina non ha usato mezzi termini spiegando che “se i Paesi europei vogliono risolvere la questione dei migranti, devono sostenere gli sforzi della Turchia per soluzioni politiche e umanitarie in Siria”.

Sul campo intanto ad Idlib sarebbero un milione e mezzo i civili sfollati negli ultimi tre mesi secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui la cifra è superiore a quella riferita nei giorni scorsi dall’Onu e che sfiora il milione di sfollati (950mila persone).

La Russia accusa Ankara di aver violato la legge internazionale schierando una divisione nella proprio nella zona di Idlib. Il ministero della Difesa russo parla di “un gruppo offensivo grande quanto una divisione meccanizzata” da 14.000 militari, 250 carri armati e altre 300 unità corazzate.

La Turchia risponde annunciando di aver chiesto agli Stati Uniti un sostegno attraverso l’invio di armi e munizioni. Ankara intanto dà conto di altri 2 soldati turchi uccisi e 6 feriti prorio a Idlib, Nuove perdite che giungono alla vigilia del cruciale incontro domani a Mosca tra Erdogan e Putin sul quale il sultano turco dice di auspicare di ottenere “ un cessate il fuoco il più rapidamente possibile”.