Naturalmente, in primo luogo, ci teniamo a ringraziare le elettrici e gli elettori che hanno scelto di votare per noi. Con questo voto, hanno voluto esprimere il rifiuto di un sistema di politicanti professionisti spesso corrotti e che permettono che nel nostro paese continui di fatto a esercitarsi il potere dei capitalisti e dei banchieri. Hanno voluto affermare che il cambiamento si farà attraaverso le mobilitazioni e la rottura con questo sistema.
Questa campagna ha mostrato il crescente divario che separa la popolazione da un sistema politico che non ci rappresenta e che, fondamentalmente, non tiene in nessuna considerazione le nostre condizioni di vita, anzi, che le aggrava anno dopo anno… Tutti questi politicanti rappresentano sempre meno gli elettori, soprattutto nei quartieri popolari.
L’elemento inedito di questo primo turno è costituito dall’assenza al secondo turno dei candidati del Partito socialista (PS) e dei Repubblicani (LR). E’ il segno di una grande crisi politica il fatto che i due partiti che hanno governato il paese negli ultimi 60 anni vengano eliminati in questo modo. Ma la presenza al secondo turno di Marine Le Pen e di Emmanuel Macron non costituisce una buona notizia e, ancor meno, una rottura con tutto ciò che subiamo da decenni.
Il FN vuole presentarsi come un partito contro il sistema e che difende i lavoratori, mentre è un partito capitalista come gli altri, che altrettante responsabilità degli altri, che non si batte mai contro i licenziamenti né contro i progetti padronali, che protegge i ticchi e che colpisce le/gli sfruttate/i. Inoltre, questo partito è un grave pericolo perché, con il razzismo, attizza l’odio contro le popolazioni immigrate e di origine immigrata, e la divisione, con lo scopo di deviare l’attenzione delle/dei salariate/i da quelli che sono i veri responsabili della disoccupazione e della miseria.
L’altro candidato sarà dunque Emmanuel Macron, impostore per molteplici ragioni: non è affatto un candidato nuovo fuori del sistema ma una propaggine delle banche e di François Hollande, responsabile quanto lui della politica che abbiamo subito negli ultimi cinque anni. E ci promette di aggravare ancora di più l’austerità e le ineguaglianze.

Il risultato di Le Pen e la crisi politica ci mostrano l’urgenza di riprendere in mano i nostri bisogni, di mobilitarci. Più ancora del 2002 (quando al secondo turno arrivarono Le Pen padre e Chirac, escludendo anche allora qualunque candidato della sinistra, ndt) nei prossimi giorni sarà indispensabile non tanto un «fronte repubblicano» ma piuttosto una larga mobilitazione contro il Fronte nazionale e contro le politiche liberali, in particolare della gioventù. Dobbiamo batterci, nelle aziende e nei quartieri, senza aspettare il risultato del secondo turno.
Domenica 7 maggio, molti vorranno schierarsi contro il FN votando Macron. Noi comprendiamo la volontà di rifiutare il pericolo mortale che rappresenterebbe l’arrivo al potere di Marine Le Pen per qualunque progresso sociale e per l’insieme dei diritti, in particolare per per le popolazioni immigrate e di origine immigrata. Ma vogliamo ricordare che sono state proprio le politiche securitarie e dell’austerità, in particolare quando a concretizzarle è stata la sedicente sinistra di governo, ad essere state la causa della crescita del FN e delle sue idee nauseabonde. Macron non è una difesa contro il FN, né uno strumento capace di far diminuire questo pericolo. L’unica soluzione è quella di riprendere la mobilitazione di piazza, contro l’estrema destra, ma anche contro tutti coloro che, come Macron, hanno imposto o vogliono imporre misure antisociali. L’NPA e i suoi militanti saranno impegnati nelle manifestazioni contro il FN.
A tutti coloro che si sono rifiutati di votare o a cui viene rifiutato il diritto di voto, a coloro che hanno votato Mélenchon pensando di dare un voto di rottura, a coloro che hanno votato per Lutte Ouvriére vogliamo dire stasera che c’è bisogno più che mai di una nuova forza che ci rappresenti, un partito che rappresenti i nostri interessi, uno strumento per le nostre lotte quotidiane, per farla finita con il sistema capitalista, per avanzare il progetto di una società libera dallo sfruttamento e da ogni oppressione.
Nelle prossime settimane saremo in piazza il 1° Maggio, per esprimere la nostra solidarietà internazionale proprio nel momento in cui la Francia prosegue i propri interventi neocoloniali e in cui il boia Assad continua a seminare la morte, ma anche per difendere le nostre libertà democratiche e i nostri diritti sociali. Al di là di ciò, l’NPA vuole continuare a sviluppare, nelle città e nei quartieri popolari, nelle fabbriche, nelle mobilitazioni, nell’azione quotidiana, la campagna che ho condotto con le/i mie/miei compagne/i da parecchi mesi a questa parte. Perché, in questa serata del primo turno, il futuro è ancora la contestazione di questo sistema, tutte e tutti insieme.

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