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Nelle campagne cinesi i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri

La diseguaglianza sociale, si sa, in Cina è un tasto dolente. Sopratutto quando si guarda alle stridenti differenze che intercorrono tra le grandi città e le campagne. Eppure, secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Accademia cinese delle scienze sociali, ad aumentare sarebbe anche il gap tra la popolazione rurale. Per intenderci, lo scorso anno il reddito medio della popolazione rurale è stato di 12.363 yuan (1.797 dollari), un 6,2% in più su base annua. L’incremento tuttavia non è avvenuto in maniera omogenea e ha interessato sopratutto le categorie ad alto e medio reddito, mentre quelle a basso reddito hanno assistito a un calo del 2,6%. Questo vuol dire che i ricchi diventano sempre più ricchi mentre i poveri sempre più poveri. Un trend che rischia di intralciare i piani del governo cinese determinato a liberare dallo stato di indigenza 12 milioni di persone all’anno, per un totale di circa 70 milioni entro il 2020.

Il business di una via della seta più sicurezza

Contractor e agenzie private di sicurezza – straniere e cinesi – si apprestano a mettere una fiche sul progetto della nuova via della seta (aka One Belt One Road), quell’articolato network di flussi commerciali, ferrovie e gasdotti che legano l’ex Celeste Impero al resto dell’Eurasia, passando per territori impervi. Si stima che, tra il 2010 e il 2015, 350 incidenti abbiano coinvolto compagnie cinesi all’estero e l’esigenza di proteggere interessi economici e dipendenti sta spingendo sempre più compagnie a rivolgersi a realtà specializzate come il Chinese Overseas Security Group, consorzio che opera in Mozambico, Cambogia, Thailandia, Turchia, Pakistane Malaysia. Agenzie internazionali sperano a loro volta di riuscire a vendere la propria esperienza, nonostante in Cina e molti paesi coinvolti nel piano OBOR non permettano l’utilizzo di armi nelle operazioni di sicurezza, che vengono ridotte così prevalentemente ad attività logistiche e di pianificazione. Sarebbe proprio questo il caso di Erik Prince il fondatore della controversa e ormai disciolta società statunitense di mercenari Blackwater, in trattative con il governo cinese per l’apertura di due basi d’addestramento nello Yunnan e nel Xinjiang.

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