di Enrico Semprini.(dal blog “La Bottega del Barbieri”)

Questo elaborato è il quinto di una serie che continuerà nelle prossime settimane.

Gli argomenti di cui si è tratto sono i seguenti:

l’argomento di cui si tratta oggi è invece:

In seguito verrà trattato:

  • il ruolo dell’irrazionalità e delle religioni.

L’immagine che segue è cambiata ed accompagnerà lo sviluppo di questo secondo argomento per tutte le volte in cui verrà trattato. L’intenzione è quella di facilitare la fruizione per temi.

Vecchi e nuovi razzismi.

Le cause più frequenti dei malintesi sul rapporto esistente fra un’ideologia e la sua funzione storica è la mancanza di distinzione fra la sua funzione oggettiva e la sua funzione soggettiva. Le concezioni della dittatura sono inizialmente comprensibili solo in considerazione della base economica da cui nascono. Così la teoria fascista della razza e l’ideologia nazionalista hanno un concreto rapporto con gli obiettivi imperialistici di una classe dominante che cerca di risolvere le difficoltà di natura economica. Il nazionalismo tedesco e quello francese della prima guerra mondiale si appellavano sempre alla <<grandezza della nazione>> dietro la quale celavano le tendenze di espressione economica del grande capitale tedesco e francese. Ma questi fattori economici non costituiscono il nocciolo di questa ideologia, ma soltanto il terreno sociale su cui queste ideologie possono formarsi, la cui esistenza è indispensabile per la nascita di simili ideologie. A volte il nazionalismo, dal punto di vista del suo contenuto, non è nemmeno rappresentato socialmente, e ancor meno è conciliabile con punti di vista razziali. Nel vecchio impero austro-ungarico il nazionalismo non coincideva con la razza, ma con la <<patria>> austro-ungarica. Quando nel 1914 Bethmann-Hollweg proclamava il <<germanesimo contro lo slavismo>> avrebbe dovuto attaccare coerentemente l’Austria, uno stato prevalentemente slavo. Le condizioni economiche di una ideologia spiegano dunque la sua base materiale, ma non dicono nulla in modo diretto sul suo nocciolo irrazionale. Questo nocciolo è dato direttamente come struttura caratteriale degli uomini che sono assoggettati alle relative condizioni economiche e che quindi riproducono così il processo storico-economico nell’ideologia. Formando le ideologie questi uomini trasformano se stessi; nel processo di formazione delle ideologie si può trovare il nocciolo materiale delle ideologie stesse. L’ideologia è dunque doppiamente fondata in senso materiale: indirettamente attraverso la struttura economica della società. Ora è chiaro che la formazione di ideologie irrazionali struttura gli uomini in modo irrazionale.

La struttura del fascista era caratterizzata da un modo metafisico di pensare, dalla fede in Dio, dal fatto di essere dominato da ideali astratti, etici e dalla fede nella missione divina del <<Furher>>. Questo tratto fondamentale era legato a uno strato più profondo che era caratterizzato dal forte legame autoritario all’ideale di un capo o alla nazione. La fede in una <<umanità di padroni>> divenne la molla principale del legame delle masse nazionalsocialiste del <<Furher>> e la base della volontaria sottomissione dei suoi sudditi. Oltre a questo ebbe però un’importanza decisiva l’intensa identificazione con il Furher, che mascherava la condizione reale di sottomissione dell’individuo in quanto membro insignificante della massa. Ogni nazionalsocialista si sentiva, nonostante la sua dipendenza, un <<piccolo Hitler>>. Ciò che però ora bisogna capire è la base caratteriale di questi atteggiamenti. Bisogna scoprire le funzioni energetiche che, essendo esse stesse condizionate dall’educazione e da tutto l’ambiente sociale, trasformano le strutture umane in modo tale che diventa possibile il formarsi di simili inclinazioni di carattere reazionario-irrazionale; in modo tale le masse, totalmente compenetrate dall’identificazione con il <<Furher>> non sentivano l’ignominia di essere marchiate con il termine di <<inferiori>>.”

Questa volta sono partito al contrario rispetto alla volta scorsa, cominciando con una lunga citazione tratta dal libro di Reich “Psicologia di massa del fascismo”.

L’interesse della citazione consiste nella impostazione di analisi che, se si esclude l’identificazione con un unico Furher, ben si adatta anche alla situazione odierna.

Del resto l’aspirante furher nostrano, Vannacci, rivendica proprio il sentirsi “feccia” e “figli di nessuno” dei suoi seguaci. E se andiamo a vedere la manosfera1, area culturale spesso sovrapposta a quella neofascista e neonazista, ci rendiamo conto di come il senso di inferiorità sia completamente interiorizzato da parte di queste persone, spesso giovani maschi che sentono di non corrispondere a stereotipi fisici maschili, definiti anche con misure corporee precise, o con standard di successo sociale ed economico.

Quale è il modello dell’uomo vincente a cui fanno riferimento?

Possiamo vedere nella rete di Epstein una risposta convincente a questa domanda.

Gli uomini vincenti sono quelli che possono fare cose aberranti senza pagare pegno: il presidente USA è un altro modello del genere, così come lo è stato Berlusconi.

Le donne sarebbero attratte o dalla bellezza o dal denaro ed i rapporti sono rapporti mercificati: quando va bene si cerca di vendere sé stessi come prodotti da supermarket.

L’affettività non esiste, è roba da blupillati2, cioè tutti coloro che non sono “iniziati” alle teorie dell’inferiorità strutturale che viene chiamata “suprematismo”, un termine che forse dovrebbe essere meglio ponderato.

All’interno di questa galassia reazionaria, il prendere atto che la nuova corsa agli armamenti è ciò che sta portando al collasso le garanzie di sicurezza sociale, cioè il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione, ad un lavoro sensato, non viene neppure preso in considerazione.

Se i servizi non funzionano è colpa degli immigrati, se gli ospedali non vanno è perché si spendono troppi soldi per curare immigrati e donne che, non a caso, hanno una vita media più lunga.

La dabbenaggine? No, proprio l’idiozia criminale della affermazione del nostrano presidente del senato che ha affermato che, di fronte all’arrivo in Europa di un “clima caraibico, non ci sarà da morire poiché le popolazioni caraibiche vi convivono da sempre”, è un tratto caratteristico di ciò che viene affermato in questa area politica, nella quale ai propri seguaci puoi dire di tutto senza che smettano di avere stima del capo. L’importante è che ci tenga alla “patria”, “alla famiglia” (con la sua è stato coerente), e che almeno dichiari di tenerci anche a Dio, almeno di tanto in tanto.

Importante, nella realtà, è che facciano concretamente attacchi a tutto il sistema sociale: che continuino i tagli alla sanità in relazione al PIL, all’istruzione (oltre 130 miliardi di euro), alla magistratura (tra i 130 e i 200), tagli al terzo settore (circa 34 milioni di euro), in Italia abbiamo un vigile del fuoco ogni 15.000 abitanti mentre la media europea è di circa uno ogni mille.

Ma qualcuno ha visto grandi mobilitazione popolari organizzate dalle forze di opposizione?

Il 3 luglio si è dimessa l’intera commissione parlamentare di vigilanza della RAI per contestare l’asservimento del servizio pubblico alla volontà dei partiti: ma prima di arrivare a questo è stata organizzata un campagna di informazione o mobilitazione popolare che vada a dare un senso ed un sostegno a questa azione? Il massimo che possiamo aspettarci è un periodo contrassegnato da dichiarazioni stizzite con comparsate televisive se vengono concesse e poi passerà anche questa.

Le informazioni di cui sopra sono state ricavate con una ricerca in internet, non sono rivelazioni e allora è evidente la mancanza di volontà di costruire una opposizione sociale da parte delle strutture che stanno in parlamento eccetto…da parte dei parlamentari di estrema destra. Sono scelte.

E’ dunque chiaro che le prossime urne al massimo le utilizzeremo per scegliere i prossimi nemici, magari quelli tra le cui file c’è ancora qualche persona perbene. Tuttavia non dimentichiamo il PD che si alleava con Forza Italia in Val di Susa per contrastare l’avanzata dei 5 Stelle quando ancora appoggiavano il movimento NoTav o i Cinque Stelle al governo con la Lega che lasciavano le navi nei porti e che fosse la magistratura ad intervenire affinché non ci scappasse il morto. E neppure dimentichiamo cosa riservarono i governi di centrosinistra alle manifestazioni contro il G8 di Napoli.

Tuttavia non voglio perdere la concentrazione dall’argomento: solo volevo chiarire che la veemenza contro l’estrema destra non vuole essere uno sconto da fare alla destra moderata.

Autogestire le lotte.

Dunque torniamo a noi e veniamo al che fare che non si esaurirà in questa pubblicazione, perché ci sono molti concetti interessanti sui quali dobbiamo tornare. La questione fondamentale è questa: le manifestazioni contro il genocidio in Palestina della fine dello scorso anno, hanno mostrato che buona parte del mondo, Europa compresa, ha una capacità di riconoscere l’orrore e di sapersi ribellare contro di esso. Abbiamo dimostrato di saperci organizzare autonomamente contro l’orrore e ci sono state tantissimi intelligenze che hanno contribuito a costruire un movimento internazionalista ancora giovane ed incerto, ma che dimostra come esista un’altra capacità di autogestire la vita, che ci sono medici, insegnanti, portuali, operaie ed operai, casalinghe e casalinghi, studentesse e studenti, scienziate e scienziati, informatiche ed informatici, ecc. che non sono riassumibili in partiti o sindacati. Se dovessimo riporre la speranza in partiti e sindacati esistenti assisteremmo a quello strazio che si vede per televisione, l’esibizione della sconfitta. Sembrano essere lì per convincerci che saremo sconfitti da una marea montante ed inarrestabile: ma la sconfitta non è un destino e cercheremo ancora una volta di capirlo insieme, anche usando le vecchi riflessioni di Reich, come un contributo alla riflessione.

In fondo l’uomo è un animale. Gli animali, a differenza dell’uomo3, non sono meccanicistici, non sono sadici, e le loro società (all’interno della stessa specie) sono incomparabilmente più pacifiche di quelle dell’uomo. Il problema fondamentale è il seguente: Che cosa ha indotto l’uomo-animale a degenerare in senso meccanicistico?

Quando dico <<animale>> non intendo nulla di male, crudele o <<basso>> con questa parola, ma un dato di fatto biologico. L’uomo ha sviluppato la strana concezione di non essere un animale, ma semplicemente un <<uomo>>, che si è liberato già da molto tempo da tutti gli aspetti <<cattivi>> e <<animaleschi>>. L’uomo cerca con tutti i mezzi di tracciare in limite preciso fra sé e l’animale malvagio e si richiama, per documentare il fatto che è <<migliore>>, alla cultura e alla civiltà che lo distinguono dall’animale. Egli dimostra, con tutto il suo comportamento, con le sue <<teorie dei valori>>, le sue filosofie morali, i suoi <<processi contro la discendenza dalle scimmie>> ecc. che non vuole che gli si ricordi il fatto che, in fondo, è un animale, che con <<l’animale>> ha molto più in comune che con ciò che afferma di sé stesso e di cui sogna. La teoria del superuomo tedesco ne è una dimostrazione. L’uomo dimostra con la sua malvagità, con la sua incapacità di vivere in pace con i suoi simili e con le guerre come quella attualmente in corso, che si differenzia dagli animali solo per un enorme sadismo e per la trinità macchinistica della concezione autoritaria della vita, della scienza delle macchine e della macchina stessa. Se si considerano i risultati della civiltà umana in un arco di tempo abbastanza lungo ci sia accorge che le affermazioni degli uomini non solo sono sbagliate, ma sono state pensate apposta per far dimenticare loro che sono degli animali. Da dove vengono queste illusioni degli uomini su sé stessi e come sono arrivati a cercarsi simili illusioni?

La vita degli uomini è suddivisa in una vita che si svolge secondo leggi biologiche (soddisfacimento sessuale, alimentazione, legame con la natura) e una seconda vita che viene determinata dalla civiltà delle macchine (idee meccanicistiche sulla propria organizzazione, sulla propria posizione dominante all’interno del regno animale, sul proprio comportamento razzista o classista nei confronti di altri gruppi di uomini, idee di valore sulla proprietà e la non proprietà, la scienza, la religione ecc.). Essere un animale o non essere un animale, da un lato radici biologiche e dall’altro sviluppo tecnico che lo scindono nel suo modo di vivere e di pensare. Tutte le idee che l’uomo ha sviluppato di sé stesso prendono come esempio il modello delle macchine che egli ha creato.

La produzione della tecnica meccanicistica divenne così l’ampliamento dello stesso uomo. Infatti le macchine costituiscono un enorme ampliamento della sua organizzazione biologica. Lo mettono in grado di dominare la natura in misura molto più ampia di quanto glielo permettevano le sue sole mani. Gli hanno conferito il dominio dello spazio e del tempo; così la macchina è diventata una parte dell’uomo, una parte amata e venerata. Egli sogna che questa macchina gli renda la vita più facile e lo metta in grado di godere in misura maggiore. Godersi la vita con l’aiuto delle macchie è un sogno che è sempre esistito. E’ la realtà? La macchina è diventata, è e sarà il suo più pericoloso nemico, se l’uomo non è disposto a differenziarsene.

Le idee che l’uomo nella sua fantasia sviluppò dell’omuncolo riflettono un mostro brutale che in fondo assomiglia a un uomo, ma che è meccanico-stupido, angoloso, e che possiede enormi forze che, una volta scatenate, non possono più essere frenate e automaticamente distruggono tutto. Walt Disney ha compreso brillantemente questo dato di fatto nel suo film sull’<<Apprendista stregone”. In simili fantasie l’uomo attribuisce agli animali che raffigura proprio quei tratti che non trova in sé stesso e che non conferisce alle sue figure di omuncoli. Anche questo viene perfettamente mostrato in tutti i film sugli animali di Walt Disney.

Egli stesso, cioè l’<<uomo>>, appare nella sua immaginazione come un mostro meccanico, crudele, superpotente, spietato e senza vita, invece l’animale come un essere sociale, amorevole, munito di tutti i vantaggi e dei tutte le debolezze umane, vivo. Ora dobbiamo chiederci: l’uomo in queste fantasie riproduce la realtà? La risposta è: <<Si>> Egli descrive la propria insoddisfazione biologica interiore in maniera eccellente:

  • Nell’ideologia: animale cattivo – uomo elevato,
  • Nella realtà: animale amorevole, libero – uomo macchina brutale.

La macchina ha dunque reso meccanica, meccanicistica inerte e rigida la concezione che l’uomo ha della sua stessa organizzazione.

… … …

La massa umana ha l’abitudine, sotto l’influenza dei politicanti, di attribuire la colpa della guerra ai detentori del potere di quel momento. Nella prima guerra mondiale erano i fabbricanti di munizioni e nella seconda guerra mondiale la colpa era dello psicopatico generale. Questo significa scaricare la responsabilità. La colpa della guerra è unicamente di attribuire alla stessa massa che possiede tutti i mezzi per impedire le guerre. Sono le stesse masse che rendono possibili le catastrofi, in parte per ottusità in parte per passività, in parte attivamente, catastrofi di cui poi esse stesse soffrono nel modo più atroce. Far notare questa colpa della massa umana significa prenderla sul serio. Invece commiserare la massa umana come povera vittima significa trattarla come un bambino minorenne e impotente. Il primo è l’atteggiamento del vero combattente per la libertà, il secondo è l’atteggiamento del politicante assetato di potere.”

E’ difficile da accettare il concetto di essere componente-parte di quelle masse umane descritte nel lavoro di Reich, ma è vero che la responsabilità di vincere la sfida è una responsabilità condivisa della quale dobbiamo saperci fare carico.

E’, senza meno, una battaglia per la vita.

1 La manosfera (o manosphere) è una rete di comunità online che promuove ideologie antifemministe, misogine e di mascolinità tossica. Nata come reazione all’emancipazione femminile, raggruppa diverse sottoculture come gli incel (celibi involontari), i MGTOW (uomini che rifiutano le relazioni) e i pick-up artist (seduttori).

Questi gruppi, diffusi soprattutto tra i giovani, sono uniti dalla convinzione che gli uomini siano discriminati e che la società moderna sia dominata dalle donne. Attraverso i social media, diffondono narrazioni vittimistiche e credenze biologico-essenzialiste, promuovendo ideologie come la “redpill” e arrivando spesso a giustificare l’odio di genere.

2 chi assume questa pillola vive nell’illusione: credere che l’amore sia guidato dal romanticismo, dalla personalità, dalla gentilezza e dall’impegno.

Reich continua ad usare la parola uomo per intendere entrambi i sessi: è una contraddizione che lo caratterizza come inevitabile figlio del suo tempo.


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