(da La Bottega del Barbieri)
24 aprile – BUON COMPLEANNO a Eren Keskin!
Rojbûna te pîroz be, Eren Keskin! (curdo) – Iyi ki doğdun, Eren Keskin! (turco)
di Bruno Lai
Eren Keskin ritratta da Gianluca Costantini
Questa bella e significativa vignetta è un’opera dell’illustratore ed attivista italiano Gianluca Costantini, noto per il suo impegno nel dare voce graficamente a chi combatte per i diritti civili in tutto il mondo.
Il disegno è stato realizzato per esprimere solidarietà ad Eren Keskin, celebre avvocata e attivista curdo-turca per i diritti umani, in occasione delle sue numerose traversie giudiziarie.
L’opera circola con forza intorno al febbraio 2021, quando Keskin viene condannata a 6 anni e 3 mesi di prigione con l’accusa, ovviamente falsa, di “appartenenza a un’organizzazione terroristica”. La condanna è legata al suo ruolo di direttrice onoraria del quotidiano curdo “Özgür Gündem”, chiuso dalle autorità turche nel 2016. Da decenni, Keskin è un simbolo della lotta per i diritti delle donne e delle minoranze in Turchia, affrontando centinaia di processi per le sue opinioni.
Il testo riportato nella vignetta è in lingua turca e riflette la determinazione dell’attivista di fronte alla persecuzione:
«Biz sadece insan haklarını savunduk…
Korkunun ecele faydası yok.
Cezaevinde de bir hayat var…».
La traduzione in italiano è:
«Abbiamo solamente difeso i diritti umani…
La paura non giova alla morte.
C’è una vita anche in prigione…»
«Biz sadece insan haklarını savunduk»: rivendica la natura pacifica e legale del suo operato.
«Korkunun ecele faydası yok»: è un proverbio turco molto comune. Significa che essere terrorizzati non cambierà il destino inevitabile, quindi tanto vale agire con coraggio.
«Cezaevinde de bir hayat var»: una dichiarazione di resilienza; anche se privata della libertà fisica, la sua battaglia e la sua dignità continuano.
Per Eren Keskin, infatti, la libertà non è l’assenza di sbarre, ma l’impossibilità di tacere. In un regime dove la verità è spesso un reato, l’avvocata dei diritti umani ha imparato a non temere il verdetto dei giudici, perché sa che perfino nel buio di una cella, la dignità non si spegne. Perché, come ama ricordare lei, «c’è una vita anche in prigione»!
Per questo motivo Eren Keskin non ha mai smesso di truccarsi, di indossare i tacchi e di mantenere la sua ardita eleganza anche nelle aule di tribunale più ostili: per sottolineare sempre la sua indomita libertà, la sua dignità.
Eren Keskin è probabilmente l’avvocata più processata della storia turca. Su di lei pendono centinaia di capi d’imputazione legati principalmente al suo ruolo di direttrice simbolica del quotidiano curdo “Özgür Gündem” ed alle sue dichiarazioni sul genocidio armeno e sui diritti dei curdi. Al momento resta fuori dal carcere solo perché i suoi legali hanno impugnato le sentenze in appello o presso la Corte di Cassazione.
Ha scritto su di lei Riccardo Noury: «In trent’anni di attivismo in difesa dei diritti umani, Eren è stata in carcere numerose volte e ha totalizzato [Noury scrive nel 2020] la cifra assurda di 122 procedimenti penali aperti a suo carico, per complessivamente 143 capi d’accusa». (Riccardo Noury, La stessa lotta, la stessa ragione. Storie di donne per i diritti umani, People, 2020).
Eren Keskin è nota per la sua lotta decennale contro le violazioni dei diritti umani in Turchia. È co-presidente dell’İnsan Hakları Derneği, Associazione per i diritti umani, IHD, di Istanbul e co-direttrice del Turkish Centre for Human Rights. Nel 1997, insieme a Jutta Hermans, ha cofondato un gruppo di Aiuto legale per donne vittime di stupri da parte della polizia turca, denunciando abusi sistematici.
Nel 2006 viene condannata a 10 mesi di carcere in base alla falsa accusa di aver “infangato l’onore delle forze armate”, rifiutando la multa per evitare il carcere. Nel 2015 riceve 10 mesi per accuse legate all’articolo 301 del codice penale turco, dopo aver denunciato lo Stato per l’omicidio del dodicenne Ugur Kaymaz. Condannata per aver chiesto giustizia!
Nel 2018 è condannata a sei anni e tre mesi come caporedattrice simbolica del quotidiano curdo “Özgür Gündem” – “Agenda Libera” – in solidarietà con i giornalisti imprigionati. Il quotidiano è stato chiuso dalle autorità. Lotta da oltre 30 anni per diritti fondamentali, inclusi quelli curdi e la libertà di stampa.
Güllistan Yarkın
Nel 2024 viene processata, insieme alla ricercatrice accademica e attivista per i diritti umani curda Güllistan Yarkın, per commemorazioni del genocidio armeno, che ancora oggi la Turchia rifiuta di riconoscere; viene assolta a maggio; l’accusa ha appellato, evidenziando l’intenzione di continuare la persecuzione giudiziaria. Il suo attivismo persiste nonostante arresti e processi, focalizzandosi su tortura, diritti delle donne e minoranze.
Eren Keskin ha origini miste. Suo padre è curdo originario di Sivas, mentre sua madre è circassa di Istanbul. Nata il 24 aprile 1959 a Bursa, in Turchia, Eren Keskin è cresciuta in un contesto influenzato da queste radici etniche. Come avvocata curdo-turca si occupa, con coraggioso impegno, di diritti dei curdi, delle donne e della comunità LGBTI+.
Amnesty Aktion vor dem Brandenburger Tor am 09042019 in Berlin.
Keskin ha lavorato per oltre 30 anni su casi riguardanti discriminazioni e violenze contro persone LGBTI+ in Turchia, inclusa la difesa legale e le denunce pubbliche contro retoriche omofobe. Ha criticato apertamente il governo per campagne discriminatorie, come quelle durante le elezioni che dipingevano la comunità come minaccia. Il suo attivismo si basa su un impegno femminista e intersezionale, non su un’identità specifica LGBT+.
La sua battaglia per i diritti umani l’ha resa così conosciuta, che le è stato dedicato almeno un documentario: Eren, di Maria Binder, produzione tedesca.
Eren, di Maria Binder, 2023
Dura circa 95 minuti, in turco e curdo con sottotitoli. Segue per anni la vita di Eren Keskin, raccontando “il pericolo di essere avvocato in Turchia”, il suo lavoro per i diritti di donne, minoranze e comunità LGBTI+ in Turchia ed i numerosi procedimenti giudiziari che rischiano di portarla all’ergastolo.
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=2L8Ay5IzmHo
Esiste anche un breve ritratto video, Short Portrait Eren Keskin, prodotto in occasione del “Martin Ennals Award”, che sintetizza la sua biografia ed il suo impegno.
https://www.youtube.com/watch?v=KWrQzJcl06I
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