Condividiamo questa petizione di Greenpeace.

Col prolungarsi del conflitto in Ucraina, che coinvolge Paesi tra i principali esportatori di cereali e fertilizzanti d’Europa, c’è chi prova ancora a far passare l’idea che serve dare la caccia all’ultimo pacco di pasta o all’ultimo pezzo di pane.
Le navi cariche di grano ferme nei porti, l’aumento dei prezzi delle materie prime, hanno alimentato la sensazione di essere tutti, ugualmente, «a rischio fame», anche se così non è. Le lobby dell’agro-industria hanno capito subito cosa fare: alimentare la paura per fare passi indietro sulla sostenibilità e continuare ad espandere il sistema degli allevamenti intensivi. E in parte ci sono riuscite.

Il 23 Marzo la Commissione europea ha deciso, in nome dell’emergenza, che i Paesi membri quest’anno potranno coltivare ovunque, ovvero anche sui terreni che sarebbero dovuti restare a riposo per preservare la ricchezza e quindi produttività del suolo, e sulle aree di interesse ecologico, così importanti per la biodiversità
Parliamo di 4 milioni di ettari di terreni in Europa e 200 mila in Italia dove sarà possibile derogare anche all’uso di pesticidi. Quello spazio, però, molto probabilmente non sarà usato per produrre cibo, ma principalmente mangimi!
Oggi oltre due terzi dei terreni agricoli dell’Unione europea, sono utilizzati per produrre alimenti per gli animali, e non per le persone.  Alimentando il sistema pericoloso degli allevamenti intensivi.A quasi tre anni dalla pandemia che ha sconvolto le nostre vite, questo non è più accettabile.  Dobbiamo pretendere decisioni per la salute delle persone e del Pianeta.
carne a basso costo
STOP ALLEVAMENTI INTENSIVINessun passo falso in nome dell’emergenza! 
FIRMA LA PETIZIONE
non intendiamo fermarci.
La nostra Campagna STOP ALLEVAMENTI INTENSIVI continua e ora più che mai vogliamo farci sentire.

Produrre di più e a qualunque costo, a scapito delle norme di salvaguardia climatica e di protezione ambientale, è la risposta sbagliata a questa ennesima crisi di un modello agroalimentare malato.

Non è vero che non ci sono  alternative. Ad esempio, sapevi che basterebbe ridurre del 10% il numero di animali allevati in Unione europea per compensare gran parte del frumento che l’Ucraina probabilmente non potrà produrre quest’anno e che è diretto principalmente verso il Nord Africa e il Medio Oriente?

Contro chi vuole alimentare solo la paura, non le persone.
Contro chi vuole distruggere e continuare ad utilizzare pesticidi.
Contro queste decisioni miopi dei politici europei, asservite alle lobby dell’agro-industria e degli allevamenti intensivi…continueremo a farci sentire.
resta al nostro fianco. Firma la nostra petizione e condividila.