Finalmente una debole luce nella barbara oscurità che ha travolto Gaza! Dopo oltre due anni di genocidio, preceduti da decenni di oppressione esterna (il governo sionista) e interna (la dittatura di Hamas), una parte del proletariato gazawi ritorna a scendere in piazza per i SUOI obbiettivi, contro l’occupazione militare sionista ma anche contro corruzione e monopoli (cioè la dittatura di Hamas e il potere economico della borghesia, locale e non solo). Con tutti i limiti di una mobilitazione locale (Rafah e il vicino campo profughi) e del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (che resta comunque, a quanto pare, l’organizzazione palestinese meno appiattita sul nazionalismo) è una notizia che allarga il cuore. E dovrebbe far riflettere i tanti, troppi, che, pure a sinistra, hanno dimenticato che ovunque esistono sfruttati e sfruttatori, piuttosto che “popoli” contrapposti. [FG]

(Da ANBAMED) 1° maggio a Gaza: “La lotta contro l’occupazione militare e contro corruzione e monopoli”

Dal nostro corrispondente a Gaza Soleiman Abu Samra

Manifesto dei 4 partiti palestinesi di sinistra per la commemorazione del 1° maggio

Il Coordinamento per Unità dei Lavoratori, braccio sindacale del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, ha organizzato nel Governatorato di Rafah una grande marcia dal titolo “In riconoscimento ai sacrifici della classe operaia e impegno di resilienza per i coraggiosi lavoratori nei campi di sfollamento, per una vita dignitosa”. Alla marcia hanno partecipato il membro del Comitato Centrale e funzionario del Governatorato di Rafah, il compagno Ibrahim Abu Hamid, il funzionario del Coordinamento di Unità dei Lavoratori, il compagno Imad al-Qeeq, rappresentanti delle forze politiche e delle organizzazioni sindacali, e una vasta schiera di compagni studenti, donne e lavoratori.

La marcia ha attraversato le vie del campo di sfollati di al-Mawasi. I manifestanti hanno scandito slogan che chiedevano giustizia per i lavoratori e il riconoscimento dei loro diritti: “Viva il Primo Maggio, la festa dei lavoratori liberi!”, “Il lavoratore vuole giustizia sociale!”, “Abbasso lo sfruttamento! Abbasso i monopoli!”. In un discorso pronunciato in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori, il 1° maggio, Imad al-Qeeq si è congratulato con i lavoratori palestinesi per il loro ruolo storico e combattivo nel corso dei decenni, sottolineando come siano sempre stati in prima linea nella difesa dei diritti del popolo e un baluardo contro le sfide politiche ed economiche.

Al-Qeeq ha spiegato che la situazione dei lavoratori a Gaza non è più una crisi passeggera, ma una catastrofe umanitaria e politica di vasta portata, caratterizzata da assedio, fame e dalla forzata interruzione della vita quotidiana. Ha affermato che centinaia di migliaia di lavoratori sono stati privati ​​del diritto al lavoro e che garantirsi un sostentamento è diventata una lotta quotidiana per la sopravvivenza.

Al-Qeeq ha inoltre reso omaggio ai martiri della classe operaia che hanno sacrificato la propria vita per il sostentamento e la dignità, affermando che i loro sacrifici rimarranno per sempre impressi nella coscienza del movimento operaio e che onorarli richiede di continuare la lotta per i diritti dei lavoratori e per garantire loro una vita dignitosa.

Al-Qeeq ha sottolineato una serie di rivendicazioni fondamentali, in particolare che i diritti dei lavoratori sono diritti legittimi che devono essere difesi e tutelati, e che l’unità della classe lavoratrice è l’arma più potente contro l’emarginazione. Ha inoltre evidenziato la necessità di adottare politiche concrete che offrano opportunità di lavoro e proteggano i diritti e la dignità dei lavoratori. Al-Qeeq ha anche chiesto il controllo dei prezzi, la lotta ai monopoli, il raggiungimento dell’equità di mercato, il rafforzamento della sicurezza della comunità e la protezione dei cittadini. Ha esortato ad azioni pacifiche e organizzate sul territorio, tra cui proteste e sit-in, nonché al lancio di campagne popolari per contrastare la corruzione e i monopoli.

In conclusione, Al-Qeeq ha ribadito l’impegno del Coordinamento per l’Unità dei Lavoratori a difendere i diritti, a unificare le loro fila e a rafforzare l’unità sindacale per garantire la tutela dei diritti e amplificare le loro voci contro ogni forma di sfruttamento e violazione.


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