Riuscita oltre le aspettative la manifestazione di stasera in Piazza Duomo contro la guerra in Ucraina. Circa un migliaio i partecipanti che, a partire dalle ore 20,30, hanno affollato la metà nord della piazza, proprio di fronte alla Prefettura. Indetta stamattina in fretta e furia dal Presidio ambientalista 9 agosto (al 200° giorno di resistenza!) con l’attiva partecipazione del neonato Comitato bresciano contro la guerra, ha visto moltissime persone (tra cui molti giovani, il che non era scontato) appartenenti a decine di associazioni, gruppi, partiti, sindacati, centri sociali. Molto visibili le bandiere e gli striscioni di Emergency, Amnesty International, Donne e Uomini contro la guerra, ma anche dei Verdi, Sinistra Anticapitalista, Rifondazione Comunista, PCI, La Comune, oltre a quelle classiche coi colori arcobaleno con la scritta “Pace”. Presenti anche una quindicina di nazionalisti ucraini, con una bandiera giallo-blu, che sono stati subito circondati da fotografi e giornalisti, come fossero i principali protagonisti di una manifestazione che era tutto tranne che un appello ad appoggiare il nazionalismo, russo od ucraino che fosse. Nonostante i malumori serpeggianti tra i compagni per la presenza della bandiera ucraina, nessuno si è sognato di disturbare il gruppetto. Durante i vari interventi, dopo che i presenti avevano intonato “Nostra Patria è il mondo intero” (la canzone anarchica di fine ‘800 il cui vero titolo è “Profughi d’Italia”), alcune militanti nazionaliste hanno iniziato ad inveire ad alta voce, gridando “Questa è una manifestazione per l’Ucraina, non per il comunismo!”, al che il gruppo dei compagni di Sinistra Anticapitalista ha risposto cantando nuovamente “Nostra patria è il mondo intero” e sventolando la bandiera rossa. Tutto ciò ha creato un certo scompiglio, anche se per fortuna senza nessun incidente. Poco dopo il gruppetto, probabilmente resosi conto della caratteristica troppo “sinistrorsa” della manifestazione, ha deciso di andarsene, insalutato ospite. Questo piccolo “incidente” non ha turbato più di tanto i manifestanti, che hanno ascoltato ed applaudito i molti interventi, tra cui quelli di Maurizio Bresciani, Sauro Di Giovambattista, Pietro Garbarino, Dino Greco, Luigino Beltrami, ecc. La manifestazione si è sciolta verso le 22,30, con l’impegno di partecipare alla prossima manifestazione, prevista per sabato 26, alle ore 14, nello stesso luogo (dove ci sarà una conferenza stampa e l’incontro con la Prefettura) e di costruire la manifestazione a Ghedi per chiedere la chiusura della base atomica, prevista per il pomeriggio del 12 o del 13 marzo.

Flavio Guidi