Il Giornale di Brescia di oggi non smentisce il suo nomignolo (Il Bugiardino). Un articolo del signor Alberti parla della manifestazione di ieri sera centrando buona parte dell’articolo sulla contrapposizione tra il gruppetto dei nazionalisti ucraini (una quindicina in tutto, su quasi un migliaio di partecipanti) e i compagni di Sinistra Anticapitalista (peraltro sbagliando la citazione, derubricando SA a “Sinistra Italiana”). A parte lo stupore nel vedere citata la nostra bandiera (con la falce e il martello! ahimé) come bandiera di SI (che notoriamente, pur essendo rossa, non ha falce e martello, ma dai giornalisti ci si può aspettare di tutto, vista la fretta e la superficialità che troppo spesso li caratterizza), si perde un po’ la pazienza nel notare lo scarso equilibrio (non osiamo parlare di obiettività!) del servizio. Foto dell’unica bandiera ucraina con sullo sfondo le centinaia di persone (che molto probabilmente, non spiaccia al sig. Alberti, erano “comuniste” o comunque di sinistra, non certo sospettabili di simpatie verso il nazionalismo, né ucraino né russo né italiano) senza che né la bandiera “incriminata” (la nostra), né quelle del PRC, del PCI, dei compagni de La Comune fossero inquadrate. Miracoli della fotografia selettiva! Mezzo articolo per parlare del gruppetto dei nazionalisti e del loro disagio nel sentirsi fuori posto (e ne avevano ben donde!) in una massa di “comunisti” trinariciuti. E così via. A questo proposito abbiamo inviato il seguente comunicato al sig. Alberti e alla redazione del GdB. Sperando che, per correttezza informativa, lo pubblichino.

Flavio Guidi

In merito al suo articolo, uscito oggi, 25 febbraio, sulla manifestazione contro la guerra, precisiamo quanto segue:

  1. La bandiera “contestata” dal gruppetto di nazionalisti ucraini presenti in piazza NON è quella di Sinistra Italiana (che peraltro non ha la falce e il martello) ma quella di Sinistra Anticapitalista, organizzazione comunista anti-stalinista (in altri tempi si sarebbe detto “trotskista”) il cui portavoce nazionale è l’ex senatore Franco Turigliatto.
  2. La contestazione è avvenuta, probabilmente, perché i nostri militanti stavano cantando una vecchia canzone del movimento anarchico italiano (Nostra patria è il mondo intero, cioè “Stornelli d’Esilio”). Evidentemente il richiamo all’internazionalismo ha urtato la sensibilità dei nazionalisti, scesi in piazza con lo sguardo esclusivamente rivolto al loro “particulare”. Noi, che siamo contro sia la Nato che Putin o Zelensky, siamo abituati a lottare al fianco di tutti i lavoratori e popoli oppressi, senza distinzione tra “buoni” o “cattivi” a seconda del miope sguardo di qualsiasi nazionalista.
  3. Nonostante la presenza della bandiera ucraina (che, sia detto per inciso, sembra essere l’unica presente nel vostro servizio fotografico, che “taglia” tutte le bandiere rosse, non solo la nostra – cosa contraddittoria col contenuto del suo articolo -) che non era certo per noi la benvenuta (come non lo sarebbero state quelle russe o italiane), nessuno dei nostri compagni ha disturbato il gruppetto nazionalista, mentre è avvenuto l’esatto contrario, con le invettive contro il “comunismo” da parte di persone che, probabilmente in buona fede, continuano a confondere la vergognosa dittatura staliniana con il nobile ideale internazionalista del comunismo.

Il direttivo del circolo “Guido Puletti” di Sinistra Anticapitalista