Migranti, sbarchi, porti negati e…stragi. I cadaveri  di 28 migranti, trasportati dalle onde, sono stati ritrovati su una spiaggia della Libia, dopo che il natante con il quale stavano cercando di attraversare il Mediterraneo è affondato. Non si sa ancora nulla inoltre di altre 30 persone che Alarm Phone ha segnalato in difficoltà su una barca nella zona Sar di Malta.

“Il motore sta bruciando e il carburante è quasi finito. Le autorità sono state informate circa 12 ore fa e una nave mercantile è vicina. Soccorreteli subito. Non lasciateli annegare” scrive Alarm Phone.

Intanto una donna di nazionalità nigeriana, in procinto di partorire, è stata evacuata stanotte dalla nave Sea Watch3,che si trova a circa 18 miglia dalla costa di Lampedusa con a bordo 446 persone, tra cui un neonato.Non è ancora stato assegnato alcun porto sicuro all’imbarcazione. “Una donna incinta e sua figlia di 3 anni – spiegano dall’ong – sono state evacuate nella notte da #SeaWatch3.  Sulla nostra nave ci sono ancora 444 persone fra cui donne e bambini molto piccoli. Le condizioni meteo sono in peggioramento e tutti devono poter sbarcare al più presto in un porto sicuro”. L’intervista a  Tiziana Cauli, di Sea Watch 3. VmPd

Dall’altra parte del mondo sono in corso intanto delle ricerche nel tratto di mare che separa il Venezuela da Trinidad e Tobago dove non si ha più traccia di una barca di migranti con almeno 9 persone a bordo. Le persone erano in fuga dal Venezuela, nel pieno della crisi dovuta lla guerra economica degli USA nei confronti di questo paese. Secondo l’ONU, circa 5 milioni di venezuelani su un totale di 30 milioni che hanno dovuto lasciare il paese a causa delle sanzioni USA dal 2015.

da radiondadurto.org