Nel mio articoletto sulla letalità da Covid-19 nei mondo nell’ultimo mese, scritto qualche giorno fa, dopo aver fornito una serie di dati, scrivevo che l’argomentazione “definitiva” per sostenere l’efficacia dei vaccini (al di là del parere di virologi, epidemiologi, ecc.) sarebbe stata fornita dalla statistica: quanti non vaccinati vengono ricoverati o muoiono rispetto ai vaccinati? Se c’è una sensibile differenza negli esiti, a favore dei vaccinati, c’è poco da discutere: vuol dire che funzionano, per lo meno in parte e sul breve periodo. Oggi mi è arrivato, tramite i COBAS, il rapporto dell’ISS sull’andamento della pandemia e sugli effetti delle vaccinazioni. In questo rapporto si parla della riduzione del rischio fino ad oltre il 90% per i vaccinati rispetto ai non vaccinati. E si forniscono i dati per gli ultimi 2 mesi ed oltre (dal 14 luglio). Eccoli:

a) Percentuale tra la popolazione oltre i 12 anni (cifre arrotondate):

Vaccinati: 67%

Parzialmente vaccinati: 10%

Non Vaccinati: 23%

b) Nuovi positivi

Vacc.: 31%

Parz. vacc. : 8%

Non vacc. . 61%

c) Ricoverati

V: 25,5%

PV: 3,5%

NV: 71%

d) Terapia intensiva

V: 18%

PV: 2,5%

NV: 79,5%

e) Decessi

V: 35%

PV: 4%

NV: 61%

Sono dati che sembrano abbastanza significativi: i non vaccinati hanno quasi 3 volte più possibilità di infettarsi rispetto ai vaccinati, oltre 3 volte quella di essere ricoverati, quasi 4 volte quella di entrare in terapia intensiva, e di nuovo quasi 3 volte quella di morire. Non sono cifre eclatanti (la famosa frase che “il vaccino non è risolutivo” viene confermata), ma sono comunque la dimostrazione che vaccinarsi fa calare significativamente il rischio di ammalarsi e morire. Ci sarebbe da riflettere sul perché il vantaggio dei vaccinati sia molto più apprezzabile per quanto riguarda la possibilità di essere “intubato” che rispetto al rischio di morire, ma azzardo qui un’ipotesi: visto che la letalità si concentra in gran parte sugli ultra 80enni, e in questa fascia i vaccinati superano il 90%, la sovradimensione dei deceduti vaccinati rispetto ai ricoverati potrebbe essere spiegata da questo. Comunque mi sembrano dati utili a far riflettere tutti quanti, a cominciare dai no vax e dai “dubbiosi” sulle qualità di questi vaccini, ma anche dai molti che avevano, pur partendo da posizioni in generale per me corrette (sto parlando come “vaccinista” e sostenitore della medicina allopatica “occidentale”), esagerato la positività dei vaccini, quasi fossero la panacea universale. Un rilancio della medicina pubblica, gratuita, territoriale, la lotta contro la medicina privata (fino alla regionalizzazione senza indennizzo), l’abolizione dei brevetti, un’alimentazione sana (a cominciare dalla drastica riduzione del consumo di carne), un ambiente pulito, ecc. sono le chiavi di volta, ben più di vaccini che si dimostrano certo utili, ma con molti limiti.