(Gianni Sartori)


La sostanziale sincronicità tra l’invasione turca nella regione di Avashin (Bashur, Kurdistan iracheno) del 24 aprile con le azioni militari siriane contro i quartieri curdi di Aleppo potrebbe far pensare a un accordo tra i due regimi (con la supervisione russa presumibilmente).


Per inciso: bel modo per celebrare il genocidio Armeno del 24 aprile 1915.


Stando alle ultime notizie, prima sarebbe stata bombardata la zona di Mamreso, poi gli elicotteri vi avrebbero scaricato le truppe turche. Incontrando comunque la resistenza da parte dei combattenti del PKK.
Altri attacchi da parte dell’aviazione e dell’esercito turchi a Metina che come Avashin viene considerata “zona di guerriglia”.


E intanto, mentre la Turchia attaccava il Kurdistan iracheno, il regime siriano – dopo il tentativo finora sostanzialmente fallito di creare manu militari il caos nella città curda di Qamishli – appariva intenzionato a rifarsi contro i quartieri di Sheikh Maqsud e di Ashrefiye in Aleppo (dove vive una consistente comunità curda). Una ritorsione, quasi una rappresaglia per la sconfitta subita in Rojava (nel quartiere di Tayy di Qamishli) dalle milizie filo-Assad Difaa al-Watani. Respinte dalle Forze di sicurezza interna, gli Asayish (milizie curdo-arabe).
Qualche giorno fa Hayis al-Ciriyan, un noto esponente della tribù Bani Seba (i cui figli si erano volontariamente integrati negli Asayish) veniva assassinato dopo aver partecipato a una riunione con miliziani del gruppo Difaa al-Watani (legato al governo di Damasco) per mettere fine ai combattimenti.
Ora sul campo – stando alle notizie provenienti dall’Organizzazione per i diritti umani di Afrin – stanno operando la Quarta divisione e le forze di sicurezza dello Stato dell’esercito siriano. Dalla sera del 23 aprile hanno di fatto stretto d’assedio la popolazione di questi due quartieri curdi di Aleppo
La quarta divisione avrebbe chiuso il il posto di controllo di Jazira (che porta a Sheikh Maqsud) mentre rimarrebbe ancora aperto quello di Awaridh dove si sono formate lunghissime code di auto in attesa di essere ispezionate.
Nel frattempo numerosi curdi – in maggioranza civili – sarebbero stati arrestati a Bustan Basha, Ashrefiye, Midan e nei pressi dell’incrocio di Jendul.
Non è questa la prima circostanza in cui il governo di Damasco tenta di utilizzare i quartieri curdi di Aleppo ( Sheikh Maqsud e Ashrefiye ) come una pedina contro l’AANES (Amministrazione autonoma del Nord e dell’Est della Siria).


Gianni Sartori