Facciamo crescere la solidarietà internazionale
tra i lavoratori dell’auto

A gennaio di quest’anno, mentre tutte le donne e gli uomini della classi lavoratrici soffrono delle conseguenze della pandemia, è andata in porto la plurimiliardaria fusione di FCA e PSA nel nuovo gruppo Stellantis, che è ora il 4° gruppo automobilistico nel mondo.

Le lavoratrici e i lavoratori non si appassionano tanto a capire chi tra i grandi azionisti abbia vinto, vogliono sapere quali siano le prospettive che si preparano per le lavoratrici e per i lavoratori del gruppo, 400.000 dipendenti sparsi negli innumerevoli stabilimenti presenti in 14 paesi del mondo. Che ricadute avrà la fusione sui livelli occupazionali e sull’organizzazione della produzione? Le “economie di scala”, che dovrebbero far risparmiare agli azionisti ben 5 miliardi l’anno (sui circa 180 miliardi di fatturato prevedibili), come verranno realizzate? Sarà come è accaduto nella precedente acquisizione della Opel da parte di PSA che ha fatto perdere circa 5.000 posti di lavoro?

I primi segnali dopo la fusione

Carlos Tavares, l’amministratore delegato del nuovo gruppo, ha ordinato di “flessibilizzare” i dieci turni nello stabilimento Opel di Eisenach, in Germania, ha minacciato di licenziamento migliaia di lavoratori dello stabilimento Vauxhall di Ellesmere Port se il governo britannico non sgancerà generosi aiuti finanziari per tenerlo aperto, ha manifestato la volontà di modificare pesantemente l’organizzazione del lavoro nello stabilimento polacco di Gliwice, a Tychy (sempre in Polonia) ha cancellato il bonus di presenza di 20 euro mensili, ha concordato con i vertici del sindacato UAW una brutale modifica della turnazione nello stabilimento statunitense di Sterling Heigts, presso Detroit, ha chiamato la polizia marocchina a proteggere i suoi interessi reprimendo ferocemente lo sciopero dei lavoratori dello stabilimento di Kénitra, in lotta per salari più alti e migliori condizioni di lavoro.

Che accadrà negli stabilimenti italiani

Molto opportunamente, un consistente numero di delegate e delegati aderenti a vari sindacati in numerosi stabilimenti italiani ex FCA, ora Stellantis (Melfi, Pomigliano, Mirafiori, Cassino, Sevel Val di Sangro, Termoli), raccolti nel “Coordinamento operai Stellantis contro la schiavitù dell’orario di lavoro”, ha proclamato per giovedì 1° aprile uno sciopero di due ore per far crescere la solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori del nuovo gruppo.

Sinistra Anticapitalista condivide e sostiene questa iniziativa.