Attenzione articolo satirico. Di Davide Paolino

Veritàrivela  (TA) – “Per secoli l’uomo ha cercato di scoprire il significato recondito della famosa scritta che potevamo trovare su qualsiasi muro delle nostre città. C’è chi pensava, ingenuamente, che fosse un metodo per indicare la presenza di spacciatori nei paraggi. Ah! Ah! Ah! Che sciocchi! C’era poi chi invece elucubrava congetture astruse sulla presenza di venditori di lievito durante il lockdown; e chi, ancora, giurava di aver capito l’enorme mistero che la dicitura Dio C’è’, posizionata su quelle pareti, celasse dietro di sé. Beh, oggi finalmente voglio dire a tutti loro che non c’è trippa per gatti o, come diciamo noi, non c’è acqua santa nelle acquasantiere: la verità assoluta è solo mia!”. Così afferma Francesco Orlando, teologo vaticanista cattolico apostolico giudaico protestante lievemente musulmano in caso di attentati e molto esperto di tag che i giovani fanno sui muri per sentirsi veramente trasgressivi, anche se è una cosa che non va più di moda come negli anni ottanta.

Il significato di ‘Dio C’è’, è proprio quello che più si nota nella stessa frase: Dio C’è! E questo è un punto a favore per i credenti”, annuncia Orlando, che poi specifica: “Ma, e questo farà piacere agli atei, in realtà quella dicitura porta alla sicurezza che Dio c’è, esiste, veramente c’è, ma solo dove è scritto sui muri. Cioè proprio lì. Prima si diceva che Dio fosse ovunque, no, sbagliato! Dio c’è ma solo lì. E poi lì qualche metro più avanti, e poi superato il raccordo, e poi prendi la variante a destra, gira sotto il ponte, attenzione ai vagabondi che dopo un certo orario diventano violenti, e Bam! Dio c’è proprio lì, vicino a quel muro che delimita il lungofiume”.

Una scoperta che ha dell’incredibile, qualcosa che potrebbe rivoluzionare tutto il mondo della teologia da capo a piedi, e potrebbe portare a una domanda fondamentale: abbiamo sempre sbagliato i luoghi di pellegrinaggio? D’altronde ‘Dio C’è’ non è scritto sui muri di Lourdes, nemmeno a Medjugorje, nemmeno a San Giovanni Rotondo: “Ebbene, non vorrei rovinare la vita di chi campa su queste cose, ma la risposta è sì. Dio C’è ma non lì, a meno che non sia scritto da qualche parte. E no, non vale che ora uno prenda una bomboletta e vada a scriverlo sulla testa della salma di Padre Pio!  Così so’ buoni tutti”, spiega Orlando, “solo determinati emissari del creato hanno la possibilità di comprendere dove l’Onnipotente effettivamente risieda ogni volta. Sennò sarebbe ‘na barzelletta, scusate”.

E a chi gli fa notare che sì, ok, ‘Dio c’è’ è scritto un po’ dappertutto ma mai sulle facciate delle chiese (per tacere degli interni), il teologo Orlando ha la risposta pronta: “È un messaggio, un messaggio duro del Creatore nei confronti della Chiesa che, diciamocelo, si è imborghesita troppo. Prima scuoiava, bruciava, indiceva le Crociate. Belle le Crociate. Mò hanno messo uno che cerca di fare il giovane, l’aperto, l’avanti popolo, dai, non attacca. Ai fan gli devi dare quello che si aspettano sennò fai la fine dell’ultima stagione di Game of Thrones, ed è capace che arriva uno che c’ha un background migliore, un’idea di base più accattivante e sei fuori. ‘Sto Geova, per esempio, ha del potenziale, ma non si applica”.

E ora scusate”, conclude il teologo Orlando, “vado in ufficio. Improvvisamente le bombolette spray sono diventate un prodotto religioso, e in maniera assolutamente casuale, ho comprato ogni fabbrica esistente al mondo. Prezzo di mercato raddoppiato del triplo, che manco si può dire. Ora sono amministratore delegato della ‘Dio C’è Incorporated’, non facciamo miracoli ma poco ci manca”.

Davide Paolino

Da Lercio.it