È questo il tempo in cui le componenti della società civile hanno il dovere di prendere la parola sulle scelte strategiche di sanità pubblica, a partire dai medici, dagli operatori e delle operatrici della sanità pubblica sai a livello locale che nazionale.
Per questi motivi lanciamo questo appello aperto a tutte e cittadine e i cittadini volendo portare un contributo nel merito delle prospettive del nostro ospedale civile, asse portante del diritto alla salute del cittadino bresciano  

Abbiamo sempre sostenuto che la gestione aziendale di questa pandemia sia stata per gran parte all’altezza della situazione. La coniugazione di questa gestione con la professionalità, l’umanità, il sacrificio personale (240 contagiati attuali) di medici e di tutto il personale messa a disposizione dell’isolato paziente Covid ha contribuito senza dubbio a salvare diverse vite umane.
Oggi però non possiamo nascondere lo stupore di fronte al progetto di apertura di una unità operativa di ben 160 posti di Covid 19 nella scala 4 in pieno Ospedale Civile di Brescia.
Questa “volontà “aziendale, se tale si tratta, si è concretizzata con la presentazione unilaterale aziendale del progetto alla Regione e per conoscenza alla Ats Brescia, lasciando fuori dal confronto i medici, gli infermieri, le ostetriche, gli operatori sanitari e il Sindaco, come garante della salute pubblica
Lecito? Certo.  
Corretto? No!
Non è sicuramente un metodo condivisibile quello che assegna a annunci e successive dichiarazioni alla stampa la creazione di questa unità Covid spiegandone la necessità, ricevendo da subito critiche da parte del mondo medico
Una scelta aziendale di questo spessore che avrà ricadute sul futuro del Civile non può prescindere da una ampio dibattito che coinvolga tutti gli attori (azienda, Ats, sindacati, comune) con l’obiettivo di una soluzione condivisa ad un problema reale.
Concordiamo che il Civile non si possa più permettere di perdere 12 mln per la emergenza Covid causa la significativa riduzione dei posti letto delle altre specialità con le ricadute immaginabili per la salute dei cittadini affetti da altre patologie avendo la Direzione già lanciato l’allarme economico per mancati introiti da degenze per 3 milioni a gennaio 2020
Ma Come si coniuga in questo contesto il rilancio e le prospettive del maggior ospedale cittadino e lombardo visto che questa scelta comporta un taglio di ben 100 posti letto per altre specialità per voltarli ai 160 posti di covid? Quali e quanti sono? C’è già una individuazione? 

Ad oggi non è dato sapere ma a questa domanda la Direzione strategica deve rispondere perché la unità Covid vincolerà il rilancio del Civile portando con se l’elevato rischio di consegnare alcune specialità al provato accreditato e mutando l’offerta delle prestazioni sanitarie e i rapporti tra ospedale pubblico e privato accreditato.
Vorremmo anche avere risposte in merito ad altre problematiche che la creazione dell’unità Covid comporta:

  • dove verranno recuperati i 250 e i 300 complessivi tra medici, infermieri, Oss, tecnici che serviranno al funzionamento calcolando una misura,non ancora individuata, di 240 min/ Paz /die?Dalla riduzione dell’organico e degli standard di assistenza negli altri reparti?
  • la tac della Pediatria che sarà destinata ad un uso esclusivo della unità covid quando verrà riacquistata?
  • Il milione di euro è sufficiente per ristrutturare scala 4? Una precedente stima parlava di 14 milioni: È evidente che il Civile dovrà impiegare sue risorse aggiuntive. Se è così quali progetti non verranno realizzati?

Per questi motivi ESPRIMIAMO LA NOSTRA CONTRARIETÀ alla collocazione interna al Civile dell’unità Covid in quanto riteniamo che non si possa attivare un intero padiglione con 5 reparti ad altissimo rischio infettivo nel cuore del civile con i rischi collegati all’interconnessione di questo con aree confinanti non Covid. 


Proponiamo che si individui da subito un area alternativa o sul perimetro esterno dell’Ospedale Civile, al di fuori dell’anello bordoniano, o all’interno del perimetro cittadino in quanto non sarà possibile in caso di seconda potenziale ondata di contagi in o post fase 2 bloccare nella funzione di cura l’intero ospedale a discapito di ricoveri urgenti di altre patologie, fermo restando che dovrà anche essere rafforzata sia in termini di personale che di investimenti economici tutta la medicina territoriale, vero tallone di Achille alla organizzazione del contrasto al contagio del Corona Virus in Lombardia .
per firmare vai a 
https://www.change.org/p/roberto-speranza-no-al-centro-covid-all-interno-dell-ospedale-civile?cs_tk=An1Dw7qUWrNPAjW2xl4AAXicyyvNyQEABF8BvEafVRp8zdjQqdDyhwrZQNA%3D&utm_campaign=b30a856bf07e41f1927ef3c9e4f7e4c0&utm_content=initial_v0_1_1&utm_medium=email&utm_source=petition_signer_receipt&utm_term=cs