I primi sintomi di ciò che potrebbe succedere all’uscita (se ci sarà!) dal tunnel stiamo cominciando a vederli a partire dal Sud Italia. Non sappiamo se dietro i “mini-assalti” ai supermercati ci stia la camorra o la mafia (come suggeriscono mass-media e politici) o se siano il frutto spontaneo della disperazione che comincia ad intaccare l’ordine sociale. Sono comunque l’avvisaglia, e bisogna cercare di prepararsi. Per questo è di vitale importanza che si faccia strada tra la gente un’idea semplice (forse anche semplicistica) e chiara: al di là delle responsabilità immediate e remote (che, in ultima analisi, sono da addossare all’organizzazione sociale capitalistica), la soluzione per un’uscita non regressiva da questa crisi planetaria deve essere pagata dai ricchi! Se non riusciamo ad additare alle larghe masse spoliticizzate questo “capro espiatorio” (che in realtà non lo è per nulla!), troveranno facilmente gli sciacalli dotati di enormi megafoni che sapranno deviare le responsabilità verso false soluzioni, quelle sì con veri “capri espiatori”: nel primo dopoguerra gli ebrei (o i tedeschi, o i francesi, o gli slavi, e chi più ne ha, ne metta), oggi potrebbero essere gli immigrati (magari quelli finora relativamente risparmiati dalle campagne razziste, come i cinesi), o gli stessi “politici”, intesi in modo indifferenziato come “casta”. Con i “comunisti” sono messi male, vista la difficoltà ad individuarli, dopo il disastro degli ultimi anni. Un lavoro per nulla difficile, vista la profonda ignoranza politica e culturale che caratterizza il grosso delle classi popolari, che fa emergere quasi “spontaneamente” i pregiudizi incrostati da secoli di privazione culturale. D’altra parte lo stesso Lenin, nel settembre del 1917 (in una situazione per certi versi molto più favorevole alle idee che difendiamo) indicava il pericolo che si addensava sulle teste del proletariato russo: se non si sarà capaci di cogliere l’occasione al volo, ne approfitteranno i “Cento Neri”*. Non credo sia tanto importante dilungarsi in profonde analisi e dettagliate proposte (utili per le cosiddette avanguardie e per alcune decine di migliaia di persone più colte ed attente). Possiamo parlare di patrimoniale pesante per chi possiede più di un milione di euro, per esempio, di reintrodurre le aliquote elevate degli anni ’70 (fino al 72% dell’IRPEF per i redditi elevati, per esempio oltre i 200 mila euro lordi all’anno), ecc. ecc. Proposte giuste, da articolare seriamente, non vi è dubbio. Ma l’importante è che passi il semplice messaggio: DEVONO PAGARE I RICCHI! I banchieri, i grandi imprenditori, gli speculatori immobiliari, ecc. Quelli che pagano solo il 6,27% dell’IRPEF nazionale (e ci stanno pure, in questa cifra, anche i poveracci “autonomi”, artigiani o bottegai, che non sono certo i nostri nemici). Questo semplice slogan deve essere il più diffuso possibile, con i pochi mezzi a nostra disposizione, che poi, in “detenzione domiciliare”, non possono essere che i “social”, da Facebook a WhatsApp, da Telegram a Instagram o Twitter, e così via. Un semplice slogan che può essere moltiplicato migliaia di volte, se ogni compagno (e ce ne sono ancora migliaia in Italia) lo “spamma” nella rete. Se non riusciamo a far entrare in testa a centinaia di migliaia di persone, se non a milioni, che è ora di cambiare radicalmente, a spese dei padroni e dei loro servi (politici, giornalisti, “opinion maker”, ecc.), se non riusciamo a far scattare una sana reazione di sdegno nelle teste dei lavoratori ogniqualvolta sentono un politico dire che “bisogna AIUTARE LE IMPRESE”, temo che saremo perduti. Di tempo, credo, ne resta molto poco.

Vittorio Sergi

 

 

 

*Organizzazione dell’estrema destra russa, zarista, antisemita, anti-liberale e anti-socialista, fanaticamente cristiano-ortodossa.