Rinviare il referendum costituzionale del 29 di Marzo e invitare tutti a votare No alle bruttissima e antidemocratica proposta di riduzione della Democrazia parlamentare.

Al populismo confusamente orientato verso l’indebolimento della Democrazia rappresentativa si deve rispondere con le ragioni profonde del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici.

Sull’appuntamento referendario previsto per il prossimo 29 marzo, occorre, prima di tutto, richiedere con fermezza il rinvio della data, in ragione del fatto che il protrarsi di questa emergenza sanitaria, già oggi, in numerose zone del paese altamente popolate, ha compromesso la campagna elettorale e le procedure propedeutiche alle regolari operazioni di voto e di scrutinio. In queste condizioni si pone indubbiamente un problema di qualità della vita democratica.

In secondo luogo, è necessario invitare a votare NO: il taglio dei parlamentari non porterebbe alla riduzione degli sprechi, della corruzione e dei privilegi (per questo, basterebbe ridurre lo stipendio dei parlamentari), ma piuttosto alla diminuzione degli spazi di rappresentanza democratica, in termini di restringimento del pluralismo territoriale, di genere, anagrafico e di rappresentanza dei diversi interessi, a partire ovviamente da quella delle lavoratrici e dei lavoratori, come più in generale quella delle classi popolari.

Nei contenuti, la scelta della segreteria Cgil appare consapevole dei danni che questa bruttissima proposta di modifica della Costituzione porterebbe alla partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica e sociale del paese. Per essere conseguenti, pensiamo ci si debba assumere allora la responsabilità di invitare a votare NO e spiegarne le ragioni.

Insieme a tante/i altre/i Compagne/i della Cgil) pensiamo che la qualità delle scelte politiche si misuri sull’efficacia delle risorse destinate ai servizi pubblici e sociali, sui diritti e sulla partecipazione alla vita politica.

Per queste motivazioni ci attiviamo affinché donne e uomini della Cgil producano ogni sforzo contro questa bruttissima pagina della vita democratica del paese e sostengano due cose: prima il rinvio del referendum e poi l’invito a tutti i cittadini e a tutte le cittadine del paese, una volta decisa la nuova data, a votare NO a questa riforma dannosa.

Eliana Como (direttivo CGIL)
Adriano Sgrò (direttivo CGIL)
Serafino Biondo (AG CGIL)
Augustin Breda (vice pres. collegio verifica Statuto CGIL)
Aurora Bulla (direttivo CGIL)
Saverio Cipriano (AG CGIL)
Simone Grisa (collegio sindaci revisori CGIL)
Mario Iavazzi (direttivo CGIL)
Angelo Pozzi (commissione garanzia nazionale CGIL)
Savina Ragno (AG CGIL)
Luca Scacchi (direttivo CGIL)
Micol Tuzi (AG CGIL)
Achille Zasso (commissione garanzia centro CGIL)