Da mezzogiorno le televisioni algerine mostrano di nuovo manifestazioni oceaniche in tutte le città. Oggi lo sciopero sembra più generalizzato che ieri.

Ieri la chiamata allo sciopero generale è stata seguita in maniera totale in Kabylie, mentre l’azione è stata solo parziale negli altri wilaya (regioni). Nella capitale, ci sono state marce improvvisate per incoraggiare i commercianti che ancora erano aperti a chiudere. Gli studenti hanno iniziato uno sciopero generale in tutto il paese.

Lo sciopero generale ha precipitato il Wilaya di Bejaia in una paralisi totale. Sui viali e strade, solo serrande abbassate. Con l’eccezione di farmacie, fornai e settore sanitario, autorizzati dai comitati di sciopero, Béjaïa si è trasformata ieri in una città fantasma.

Nelle strade circolavano solo veicoli privati, autobus e minibus sono spariti. Non c’era la minima traccia di trasporto urbano e interurbano. I veicoli del trasporto pubblico saranno a disposizione per questa settimana solo per il movimento popolare, secondo le modalità pratiche decise dal comitato cittadino di sciopero.

La stazione degli autobus del capoluogo di Wilaya era deserta, senza garanzia del servizio minimo. I negozi di alimentari, le caffetterie, le librerie e tutte le altre aziende hanno risposto in massa allo sciopero generale di quattro giorni, che si concluderà con la data elettorale. Le lezioni sono state sospese in tutte le scuole di tutti i livelli.

In entrambi i campus dell’Università Abderrahmane Mira, le lezioni non hanno luogo e gli studenti sono in sciopero da oltre due settimane. Anche tutti i lavoratori pubblici hanno scioperato. Lo sciopero non ha risparmiato le entità economiche più importanti e sensibili del wilaya: la compagnia portuale, Sonatrach, STH, Naftal, Cevital, Candia … Béjaïa è il polo industriale più importante insieme a quello di Algeri.

Paralizzato anche il fondamentale settore energetico in quasi tutta l’Algeria. La televisione berbera ha mostrato centinaia di operai della SARPI (principale gruppo energetico algerino) in picchetto fuori dall’Azienda.

A Tizi Ouzou seconda città della Cabilia migliaia di manifestanti dopo avere fatto pressione sui cordoni di polizia e averli sloggiati, arrivati a ridosso del municipio ne hanno murato tutti gli ingressi.

I consolati all’estero dove sono già iniziate le operazioni di voto cercano in ogni modo elettori con scarsissimo successo. A Parigi anche oggi pochissimi sono entrati a votare nascosti e scortati dalla polizia francese che ha disposto un imponente dispositivo per scoraggiare le centinaia di manifestanti che da due giorni e mezzo assediano il consolato algerino.