Se va bene arrivano in ritardo. Se va male non arrivano proprio. Loro sono gli studenti pendolari, che ogni mattina utilizzano i mezzi pubblici dai centri della Bassa  o quelli del Sebino e della Franciacorta per raggiungere gli istituti scolastici di Brescia città. Che sia autobus o treno per i ragazzi che frequentano le superiori ogni mattina trovare posto è spesso impossibile. Arrivare puntuali non lo è quasi mai. E tutto ciò mette in gravi difficoltà anche le famiglie.
Dal Sebino al Garda, studenti e studentesse hanno iniziato una raccolta firme contro i disservizi, riconosciuti anche dall’Agenzia Tpl Brescia, che annuncia alcune modifiche a orari e corse ma punta anche il dito contro i continui tagli dei fondi per questo fondamentale servizio pubblico, utilizzato ogni giorno da migliaia di persone.
A sostenere la protesta degli studenti naturalmente anche le loro famiglie, sulle quali in molti casi ricadono i costi sociali di questi tagli.
Nelle ultime settimane a dover utilizzare l’auto privata sono stati i pendolari ed i genitori anche di Pontevico, Manerbio, Bassano Bresciano, San Gervasio, Alfianello, Verolanuova e Verolavecchia, che usufruiscono della linea ferroviaria Cremona Brescia. I ritardi sono all’ordine del giorno ed i convogli — nelle ore di punta — del tutto insufficienti. La disastrosa situazione dei trasporti pubblici nella Bassa Bresciana, con ritardi costanti e mezzi stracolmi, è finita, martedì scorso, al centro di un incontro in Prefettura con i sindaci della Bassa Bresciana e responsabili di Rete Ferroviaria Italiana e Trenord.

Nelle ore di punta, dunque, gli autobus e treni non sono mai abbastanza. Tra tagli e aumento delle richieste di servizio, i problemi crescono. L’agenzia per il Trasporto pubblico di Brescia sta tentando di risolvere alcune principali criticità. Disagi «riconducibili soprattutto ai momenti di picco, tipicamente l’ora di ingresso degli Istituti superiori» spiega ai nostri microfoni il presidente dall’Agenzia del Trasporto pubblico locale di Brescia, Claudio Bragaglio che assicura che insieme alla Società che gestisce il servizio di trasporto si cerca di «individuare le possibili soluzioni».
Bragaglio ha rimarcato che esiste però un importane problema: quello delle risorse. In sostanza, il servizio extraurbano ha dovuto ridurre le corse di 1,1 milioni di chilometri l’anno (su 20 in totale), a cui si sono sommate – spiega – le difficoltà di finanziamento da parte della Provincia di Brescia che ha ridotto drasticamente il proprio contributo da 7,5 milioni di euro all’anno a 2,45 milioni nel 2019». È chiaro quindi che risulta assolutamente necessario un incremento di risorse, nazionali e regionali, per poter fronteggiare questa situazione

Da radio onda d’urto