Stamattina, al cimitero di Lovere, eravamo un cinquantina a salutare il ritorno dei resti del compagno Elio Ziglioli, guerrigliero anarchico loverese assassinato dalla Guardia Civil franchista il 3 ottobre di 70 anni fa (vedi articoli apparsi sul nostro blog nei giorni precedenti). Lo ha salutato per prima sua cugina, Enrica, con una sciarpa rossa al collo, comprensibilmente commossa. E poi il sindaco di Castellar del Vallès, il paese dov’ era stato sepolto, in una fossa comune, vicino a Barcellona, e il sindaco di Lovere. Inoltre uno storico bergamasco ha ricordato la figura di Elio e il contesto politico e sociale del dopoguerra nella zona. Erano presenti anche i due storici catalani che si sono occupati del caso, Javier Argimiro e Jordi Guillemot, e un militante libertario 26enne di Castellar del Vallès, per accompagnare il ritorno a casa dei resti di Elio. E c’era anche una piccola delegazione bresciana di Sinistra Anticapitalista, del Centro Studi “Maitan-Berneri” e del coordinamento antifascista della Val Trompia. Lo abbiamo accompagnato al canto di “Addio Lugano Bella” e di “Bella Ciao” fino all’ultima dimora. A pugno chiuso. Hasta siempre, compagno Elio: NO PASARÁN!

ziglioli

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