Sinistra Anticapitalista sostiene e partecipa alla manifestazione che si terrà sabato 30 marzo a Verona contro il XIII congresso mondiale delle famiglie.

Questo congresso è stato fortemente voluto dal senatore Simone Pillon e dal ministro della famiglia Lorenzo Fontana, entrambi esponenti della Lega. Tra i co-organizzatori compaiono l’Organizzazione Internazionale per la Famiglia (IOF), la Pro Vita Onlus,  Generazione Famiglia,  CitizenGo,  National Organization for Marriage e il Comitato Difendiamo i Nostri Figli, tutte organizzazioni espressione della lobby antiabortista, omofoba e sessista. IOF, in particolare, lavora su quattro progetti: il Congresso mondiale, una rivista accademica quadrimestrale, l’ applicazione dell’Art. 16 della Dichiarazione universale dei diritti umani che nella sua ultima parte recita: “La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato” e la formazione di attivisti promotori del matrimonio e la famiglia naturale. Le tematiche affrontate durante il Congresso sono: la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, ecologia umana integrale, la donna nella storia, crescita e crisi demografica, salute e dignità della donna, tutela giuridica della Vita e della Famiglia, politiche aziendali per la famiglia e la natalità. Il congresso della famiglia di Verona vedrà riunite forze religiose fondamentaliste (cattolici lefevristi, fondamentalisti americani, patriarchi ortodossi e neocatecumenali – a questi ultimi appartengono il ministro della famiglia Fontana e il senatore Pillon), in alleanza con forze politiche della destra nazionalista che stanno avanzando in tutto il mondo. Le vittorie elettorali di Trump negli Usa e di Bolsonaro in Brasile sono state determinate anche dal consistente appoggio che queste sette religione hanno dato a questi due presidenti. Si tratta di un fronte transnazionale reazionario, sessista, razzista e omofobo che agisce per condizionare le istituzioni politiche e risponde al bisogno che il capitalismo ha in questa fase di scaricare il peso della crisi sulle donne e su tutti gli sfruttati, lavoratrici/tori, immigrate/i, rinsaldando il controllo sociale a partire dal rilancio del modello tradizionale di famiglia. I partecipanti a questo congresso si fanno forza chiedendo alle istituzioni di farsi garanti della loro ideologia e di stare dalla loro parte mettendone seriamente in pericolo la laicità.

È necessario dunque contrastare con forza l’affermarsi di questo progetto regressivo e reazionario che è stato preparato anche dalle diverse mozioni pro-vita presentate in vari consigli comunali, tra cui quello di Verona. Siamo di fronte ad una lotta centrale per la difesa dell’autodeterminazione, dei diritti e della libertà delle donne in primis ma anche di tutta la società in generale.

Di seguito pubblichiamo il volantino che distribuiremo alla manifestazione e riprendiamo dal sito Internazionale, a firma di Annalisa Camilli, un articolo che spiega la posta in gioco al congresso mondiale delle famiglie di Verona. La giornalista spiega con cura e dovizia di particolari il pericoloso legame che intercorre tra l’integralismo religioso ed estrema destra.