Cosa dice l’adagio popolare? A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca! Dopo anni di bombardamento mediatico su terrorismo islamofascista, immigrazione, scontri geopolitici, pettegolezzi e idiozie spacciati per politica, ecc. ecc. finalmente, nell’ultimo mese, parte in Francia, uno dei paesi chiave dell’Europa (e quindi, tutto sommato, del mondo), un movimento che, al di là dei tratti confusi (ed anche ambigui, soprattutto all’inizio), riporta la “questione sociale” al centro del dibattito politico nel paese vicino (con ricadute sempre più probabili anche al di fuori dei confini dell’Esagono). E, guarda caso, rispunta il terrorismo più vile (quello che colpisce persone prese a caso), presuntamente di matrice islamofascista. Non so chi ci sta dietro: se davvero gli islamonazisti dell’ISIS o di Al Qaeda, oppure i fascisti “patrioti” francesi (di tutte le sfumature possibili, lepenisti in testa), oppure ancora i servizi segreti del governo francese. So soltanto che la cosa puzza, e molto, di provocazione contro il movimento dei “gilet gialli”. Può darsi che mi sbagli, ma i “poteri forti” (e meno forti, nel caso dell’estrema destra francese o islamista) hanno tutto da guadagnare in questo ennesimo atto di vigliaccheria assassina. E noi, lavoratori, pensionati, disoccupati, studenti che stavamo puntando sulla generalizzazione e radicalizzazione del movimento di rivolta sociale appena nato in Francia, abbiamo tutto da perdere. Speriamo che la risposta unitaria, di massa, democratica del movimento sia all’altezza della situazione e sappia respingere l’ennesima trappola provocatrice.

VS

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