Martedì scorso si è svolta l’assemblea provinciale di Potere al popolo, la prima dopo la pausa estiva. Erano presenti una cinquantina di compagne/i (comprese una decina di facce nuove, prevalentemente giovani, il che è già una buona notizia), provenienti da Brescia e hinterland, Val Trompia, zona del Garda, Franciacorta e, per la prima volta, Val Camonica. Purtroppo assenti i compagni della Bassa e del CS 28 maggio di Rovato. L’introduzione del compagno Dino Greco, delegato bresciano al Coordinamento nazionale, ha posto l’accento sulla delicatezza di questo momento politico per la costruzione di Pap. Il dibattito su che tipo di movimento vogliamo costruire, in preparazione dell’Assemblea Nazionale di ottobre che dovrebbe avere un carattere “costituente” (e che probabilmente slitterà di qualche settimana rispetto alla data prevista prima dell’estate) si è centrato soprattutto su due questioni: il problema dello statuto e quello del rapporto tra le assemblee (territoriali e nazionale) e la famigerata “piattaforma on line”. Sul primo problema praticamente tutti gli interventi hanno lamentato il ritardo nella pubblicazione della bozza (o delle bozze, nel caso fossero presenti più proposte), fatto che rende estremamente difficile una discussione trasparente e basata su punti precisi (e non su voci non verificate, come si evince anche dall’intervento del segretario nazionale del PRC che pubblichiamo in basso). Sul secondo problema, ovviamente intrecciato con il primo) ci sono stati interventi diversificati. Da un lato chi teme un’esautorazione della sovranità delle assemblee (stabilita nel manifesto “fondativo” d’inizio anno e ribadita da una mozione approvata a larghissima maggioranza dall’assemblea di Brescia – oltre che di altre città come Taranto, Venezia, ecc. – del mese di giugno), dall’altro chi sostiene che l’uso privilegiato del voto on line non depotenzierebbe il ruolo della militanza attiva presente nelle assemblee, trattandosi solo di un ampliamento aggiuntivo, ben diverso dalle modalità “grilline” plebiscitarie ed oggettivamente autoritarie. La discussione, che si è svolta in modo estremamente tranquillo e propositivo (il che non è poco, viste le tensioni che avevano accompagnato molte delle prime assemblee di PaP bresciano, almeno fino al mese di aprile) dovrà continuare naturalmente dopo la pubblicazione della (o delle) bozza di statuto, prevista entro questo fine settimana. Un elemento condiviso da tutti gli interventi è la preoccupazione che il corpo militante di Pap si divida su una questione fondamentale per la stessa sopravvivenza del movimento, qual è lo statuto, una vera e propria “Costituzione” che, a detta di tutti gli intervenuti, deve essere il più largamente possibile condivisa (si è parlato della regola dei “due terzi” o addirittura dei “tre quarti”, escludendo ovviamente la legittimità di uno statuto approvato semplicemente dal 50+1 dei partecipanti al voto. Il dibattito continuerà nella prossima assemblea provinciale, prevista per martedì 11 settembre, sempre alle 20,30 nella “Casa della Sinistra” in via Eritrea, a Brescia.

Pubblichiamo di seguito un intervento di Maurizio Acerbo, segretario nazionale del PRC, sulla “questione statuto”, apparso sui social una decina di giorni fa, che fa riferimento ai problemi legati al ritardo nella pubblicazione della (o delle) bozza.

Sul fantomatico “statuto” di Potere al Popolo

di Maurizio Acerbo –

 

Care compagne e compagni,

circola da alcuni giorni su varie mailing list e via whatsapp una bozza di statuto attribuita a Potere al popolo che sta suscitando tra compagne e compagni di Rifondazione (e non solo) non poche perplessità, polemiche e dissapori.

NON E’ LO STATUTO DI PAP

Ritengo doveroso precisare che non si tratta di una proposta  elaborata dal coordinamento nazionale di Potere al popolo, nè dal gruppo di lavoro sullo statuto che non si è ancora mai riunito, e non è stata proposta da nessuna delle componenti organizzate che hanno aderito al progetto di Potere al popolo.

La proposta si trova su un gruppo Facebook sulla “Democrazia diretta ecc. in Pap” che esiste da mesi. In particolare la bozza  è frutto dell’elaborazione personale di un compagno che l’ha postata in questo forum nato spontaneamente per iniziativa di aderenti a Pap romani molto attenti ai temi della democrazia elettronica.

Credo normale, anche se non condivisibile, che ci siano persone che auspicano che Pap si trasformi in un nuovo partito. O che più in generale pensano che bisogna sciogliere tutti i partiti esistenti per farne uno nuovo. Si tratta di una suggestione assai presente nella sinistra e non solo in Pap. Ma anche nell’esperienza dell’Altra Europa.  E in tutta la sinistra più o meno moderata o radicale.

Come Rifondazione Comunista abbiamo un’altra visione sul come unire la sinistra di classe e da anni proponiamo modelli organizzativi plurali e unitari con grande pazienza.

Evidentemente non possiamo certo impedire a un singolo compagno per giunta non iscritto al nostro partito di proporre la sua legittima visione su Facebook che è un social media in cui ognuno scrive quel che vuole (Zuckerberg permettendo).

Dovrebbe essere superfluo ma meglio essere chiari: si tratta di una proposta che sarebbe irricevibile per Rifondazione Comunista e anche incompatibile con il nostro statuto (nella bozza Potere al popolo viene definito partito ai sensi dell’articolo 49 della Costituzione). Inoltre contrasta con il progetto di Potere al popolo come definito nel manifesto della lista e come ribadito nel documento politico dell’assemblea nazionale di Napoli che espressamente chiarisce la natura del movimento:

 “Potere al popolo non è un partito ma vuole essere un movimento politico-sociale di alternativa dentro il quale convivono posizioni e culture diverse impegnate nella costruzione di uno spazio e un soggetto unitario. Con il nostro manifesto ci siamo infatti impegnati a costruire “un movimento popolare che lavori per un’alternativa di società ben oltre le elezioni (…) Un movimento di lavoratrici e lavoratori, di giovani, disoccupati e pensionati, di competenze messe al servizio della comunità, di persone impegnate in associazioni, comitati territoriali, esperienze civiche, di attivisti e militanti, che coinvolga partiti, reti e organizzazioni della sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, comunista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria, meridionalista che in questi anni sono stati all’opposizione e non si sono arresi”.

Non si tratta dunque di una proposta avanzata da uno dei soggetti aderenti a Pap né dal coordinamento nè mai discussa in quella sede.

PARLIAMO DELLA NOSTRA VITA INTERNA

Avendo chiarito che non si tratta della “bozza dello statuto” che ancora non è stata neanche redatta, sento il dovere di una riflessione a voce alta che riguarda lo stile della nostra vita interna.

Trovo assai discutibile che dei dirigenti del partito mettano in circolazione documenti di questo genere SENZA prima chiedere delucidazioni alla segreteria nazionale e/o  a chi in rappresentanza del partito fa parte del coordinamento di Potere al popolo.

Sarebbe bastata una mail o una telefonata per ricevere le informazioni appena fornite invece di suscitare polemiche sterili e confusione.

Nel nostro partito ci sono organismi democratici (e ultimamente anche un forum sul sito) dove confrontarsi. La discussione è il sale della democrazia ma facciamolo in maniera ordinata e costruttiva.

Impegniamoci a dare corso alle decisioni del Comitato Politico Nazionale del 14 e 15 luglio che impegnano tutto il partito nel rilancio di Rifondazione Comunista e, nel quadro della costruzione del quarto polo della sinistra popolare, nella nostra partecipazione attiva a Potere al Popolo.

 

Con rispetto e sincerità

Saluti comunisti

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