thIl 15 gennaio 1919, a Berlino, venivano barbaramente assassinati dai Freikorps (bande paramilitari d’estrema destra, precursori dei nazisti), due figure tra le più limpide del movimento operaio socialista tedesco ed internazionale: Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. La responsabilità politica di questo efferato crimine ricade sulle spalle di Gustav Noske, il ministro socialdemocratico della Difesa del governo della neonata Repubblica di Weimar, che ebbe il coraggio di affermare, di fronte alla rivolta spartachista, “A Berlino qualcuno deve avere il coraggio di fare da boia”. Il nomignolo di “Boia di Berlino” resterà per sempre collegato al suo nome (ed a quello della socialdemocrazia tedesca, che non esitò, di fronte al “pericolo bolscevico”, a schierarsi a fianco della reazione più vergognosa). Rosa e Karl resteranno per sempre come esempio di rettitudine e abnegazione rivoluzionaria. Vogliamo ricordarli, a 99 anni da quell’assassinio, con l’epitaffio scritto da Bertolt Brecht in quello stesso anno:

Die rote Rosa nun auch verschwand.
Wo sie liegt, ist unbekannt.
Weil sie den Armen die Wahrheit gesagt
Haben die Reichen sie aus der Welt gejagt »
(IT)« Ora è sparita anche la Rosa rossa.
Dov’è sepolta non si sa.
Siccome disse ai poveri la verità
I ricchi l’hanno spedita nell’aldilà »
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