Putin cammina come un bullo.
Uno di quei tipi tosti che sono abituati a farsi ascoltare e a sentire, solo, cori di approvazione.
La sua faccia è, perennemente, tirata a bassa gradualità espressiva. Troppe le operazioni plastiche e le infiltrazioni di botulino.
D’altra parte, il capo deve avere sempre un aspetto giovanile. Ci deve provare a buttare via gli anni incalzanti e a dare, comunque, l’idea di forza intatta. Quando non ci riesce, i suoi servi lo confermano nelle certezze.
E il Bullo non ha neppure più bisogno di guardarsi in uno specchio. Gli occhi intorno lo approvano e lo plaudono.

Nella Russia che governa, i diritti sono limitati e lo sfruttamento dei lavoratori cresce sfrenatamente.
Nella Grande madre Russia gli omosessuali sono relegati nei loro circoli privati e controllati: guai a loro se mettono il naso fuori per raccontare delle problematiche di discriminazione, degli amori, dei bisogni. Li aspetta la galera e la violenza.
Le mogli “rompicoglioni” o no, possono essere prese a sberle. La trasposizione in legge di un’antica tradizione popolare- così si giustificano i legislatori del Bullo.
I Testimoni di Geova sono dichiarati pericolosi e i loro beni sequestrati; così come avvenne nella Germania nazista.
I giornalisti, le giornaliste che credono nel loro lavoro di ricerca e di racconto della verità possibile e nell’inchiesta sul campo, vengono “casualmente” eliminati da qualche malavitoso fuori controllo.
Nel 2006, il 7 ottobre, per il suo compleanno, Putin ha ricevuto in regalo la testa di Anna Stepanovna Politkovskaya. Troppo attiva fra la Cecenia e la verità!

Nella regione russa della Cecenia, appunto, gli omosessuali vengono messi dentro i campi di concentramento; appositamente costruiti per la loro salvifica rieducazione.
Ramzan Kadyrov, il presidente della regione, è un riconosciuto amico fidato del Bullo.

In Siria aiuta il tiranno sanguinario e gasatore e torturatore, Bashar Hafez al-Assad.

Al Cremlino o a Yalta, vengono ricevuti i nazifascisti europei: Roberto Fiore di Forza Nuova; Adam Walker, il presidente del British National party, noto per la violenza e razzismo dei suoi militanti dalle teste rasate; Pavel Chernev del Partito neonazista bulgaro; Bartosz Bekier della Falange anti-semita polacca; Bruno Valkeniers, leader dei separatisti fiamminghi di estrema destra del Belgio, il Vlaams Belang; lo scrittore svedese Israel Shamir, uno dei più convinti negazionisti dell’Olocausto; rappresentanti assortiti del Partito Nazionale Democratico ( partito neonazista tedesco), del Jobbik (Il Movimento per un’Ungheria Migliore, di estrema, ma molto estrema destra), di Alba Dorata (Grecia).
E, poi, Salvini e, in vista della campagna elettorale per le presidenziali francesi, la leader del Front National, Marine Le Pen.

Ieri, Putin è volato a Parigi per incontrare il neo presidente de La Republique, Emmanuel Macron.
Gli dev’essere rimasto sul gozzo, l’incontro fra Putin e la fascista; perché il Presidente della Francia c’ha tenuto a rimarcarlo negativamente al suo ospite.
L’ha fatto in conferenza stampa e, chissà, forse nel colloquio privato.
I due, quasi certamente, faranno un “buon” accordo commerciale per le loro rispettive multinazionali che rappresentano.
Intanto, però, il francese ha un poco sbatacchiato il Bullo che pareva una statuetta di porcellana in procinto di infrangersi.
“CHIUNQUE” riproverà a utilizzare le armi chimiche in Siria, subirà l’immediata ritorsione francese; così come sarà immediata la risposta militare se non verranno ancora rispettati i corridoi umanitari. Pallore e tensione del Bullo al 55%!
Ha, quindi, attaccato i due media russi – la tv Russia Today e l’agenzia Sputnik – che durante la campagna elettorale avevano diffuso false informazioni su di lui. Li ha definiti «agenti di influenza e di propaganda menzognera» e non di informazione; spiegando di non aver riaperto la questione con il presidente russo perché gliene aveva già parlato al telefono: «E quando io dico una cosa una volta, non mi ripeto».
Il Bullo: ma dai Macron non fare così, volevo solo scherzare un po’. Pensa alla Total o, almeno, all’Auchan e agli operai della Renault! Insomma, rifletti sui 2miliardi di dollari che le tue aziende si sono portate via dalla Russia nel solo 2016!
E la trasformazione in porcellana fragile, cresce.
Ha ricordato, Macron, la violenza omofobica scatenata in Cecenia e, in generale, la questione dei diritti umani “limitati” in Russia.
In concomitanza con l’arrivo di Putin a Roissy, l’associazione “SOS Homophobie” ha confermato l’arrivo in Francia del primo rifugiato ceceno, omosessuale.
Il Bullo: Perché insisti, Emmanuel, sono solo menzogne di chi vuol male a me e alla Russia. Sono russofobici e, quindi, putinfobici. Ho parlato col mio amico Ramzan e mi ha detto che da lui non esistono gli omosessuali. Non sono proprio previsti!

Povero Putin, alla conferenza stampa, faceva tristezza nella sua armatura friabile di bullo di strada.

Faranno l’accordo di certo i due rappresentanti del proprio capitalismo nazionale e i diritti andranno a farsi fottere, di qua e di là delle frontiere.
Intanto, però, il Bullo le ha prese sul suo grugno botulinato.

D’altra parte, Parigi “val bene” una scazzottata (subita)!
(Claudio Taccioli)

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