IL BIGIO SARA’ GIUSTIZIATO!
“BASTA CON I PARAOCCHI. GUARDATE AVANTI.
L’ERRORE E’ STATO DI NON FARE A PEZZI QUELLA ORRIBILE STATUA DEL DAZZI. AVREBBERO RISOLTO IL PROBLEMA ALLA RADICE. QUANDO UCCISERO BENITO I PARTIGIANI SAPEVANO ESATTAMENTE CHE SE LO AVESSERO LASCIATO IN VITA SAREBBE SUCCESSO IL FINIMONDO. E COSI’ PROVVIDERO A SISTEMARE LE COSE.”
Massimo Minini, il Presidente della Fondazione Brescia Musei, sta parlando della statua “LA GIOVINEZZA DELL’ERA FASCISTA” scolpita dal Dazzi, in omaggio al fascismo e a Mussolini.
Innalzata, in suo onore, nel 1932, in piazza Vittoria; al centro della città.
Lo stesso scultore, Dazzi, lontano dal tiranno e dalla dittatura, la definì “UNA SCHIFEZZA”!
Parte, anch’essa, di quella banale e diffusa follia totalitaria che doveva semplificare il senso critico; fino a renderlo apatico e supino al volere del tiranno.
Qui, nel fascismo, il marmo buttato per magnificare il regime e i suoi capi, come fosse la Grecia di Pericle; invece era solo l’Italia stracciona e feroce della dittatura antioperaia e neoimperialista. In promozione dei meno capaci, ma più ossequienti.
Là, nella stessa epoca, in Unione Sovietica, il brutale realismo socialista; sempre in ossequio al dittatore e al partito unico e dominante. Una stupidità crudele e persecutoria che, purtroppo, è continuata ben oltre il nazifascismo.

I bresciani la soprannominarono, con evidente disprezzo popolare, IL BIGIO.
Sapevano riconoscere la differenza tra il “bello” che ci circonda, dalle prestazioni marchettare profuse al padrone.
A dire il vero, dopo la Liberazione, i partigiani attaccarrono ripetutamente e con vari mezzi la statua, simbolo irriso e fastidioso del fascismo. I colpi tranciarono una gamba, un braccio e rimossero la foglia di fico che copriva i genitali (il bigio/picio!). Fino a costringere l’amministrazione provvisoria della città a toglierla dalla piazza (13 ottobre 1945). Ma, in qualche modo, venne salvata e custodita.
Qualcuno sapeva che sarebbe tornato il tempo delle rivincite e della merce di scambio per ogni, eventuale alleanza.
Nel 2013, dopo le disponibili dichiarazioni del democratico e antifascista senatore e ex-Sindaco Paolo Corsini, 2 consiglieri comunali dell’allora maggioranza di destra, i fascisti Labolani e Arcai, proposero il ripristino della statua in Piazza Vittoria.
La Giunta del Sindaco Adriano Paroli, approvò e stanziò i fondi.
La statua fu restaurata e si preparò il basamento.
Brescia antifascista si sollevò in proteste continue e crescenti.
La sua ricollocazione fu rimandata al dopo elezioni.
Paroli e la sua maggioranza prevedevano, nella vittoria, di aver il consenso più saldo per provvedere al ripristino; con feste e luminarie e ospiti indispensabili.
Persero le elezioni e tutto fu bloccato.
Il Bigio ha, però, sostenitori pugnaci e imprevedibili: Laura Castelletti, vicesindaco e assessore alla Cultura-Creatività-Innovazione, la Sopritendenza, oltre ai fascisti di ogni razza.
A ondate, ritornano all’assalto con ragioni sempre più demenziali. Ma sempre pronti a sfidare la storia e l’arte, pur di ottenere il loro scopo.
Dobbiamo essere, quindi, ben chiari.
Nel loro scopo, la ricollocazione della statua fascista e orribile, c’è, senza fraintendimenti, la solita, truce APOLOGIA DI FASCISMO!
Ci interessa poco quello che farà la legge, svuotata dalle pratiche complici, rispetto a tale reato.
Come antifascisti, abbiamo solo un impegno: fare a pezzi, distruggere definitivamente la statua del Dazzi: “LA GIOVINEZZA DELL’ERA FASCISTA”.
In nome dei partigiani, dei sommersi e degli ammazzati, il Bigio sarà giustiziato.
IL FASCISMO NON PASSERA’!
(claudio Taccioli)

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