In questi giorni la nostra città sembra attraversata dal dibattito (di nuovo!) sul Bigio, l’orribile statua del Dazzi (che pare si vergognasse della bruttezza della sua opera apologetica del fascismo, pur essendo lui stesso fascista) che fu tolta da piazza Vittoria nell’ottobre del ’45. Si sa che i fascisti (ed in generale la destra) vorrebbero riportarlo dov’era, a mo’ di rivincita. Alcuni non fascisti (ed antifascisti) sarebbero disponibili al ripristino. La giunta di destra, che ha governato Brescia tra il 2008 e il 2013, ha già speso, sembra, circa 800 mila euro per il ripristino, interrotto dalle proteste dell’ANPI e degli antifascisti in genere e dalla sconfitta subita alle elezioni del 2013. Io non sono favorevole alla distruzione del patrimonio storico (ancorché esteticamente discutibile). Se, nel 1945, i partigiani avessero deciso di lasciarla (magari con un monumento, accanto, alle vittime della dittatura fascista o qualcosa di simile), non mi sarei scandalizzato. Ma ormai ciò che è stato è stato. E riportarlo oggi suonerebbe come una rivincita dei fascisti o perlomeno un invito alla pacificazione, opzioni che rifiuto. Perciò mi è venuta un’idea: perché non riportarlo, ma a testa in giù? Ricorderebbe così la giusta fine del suo sponsor, e del fascismo in generale, una specie di monito. A piazzale Loreto c’è ancora posto. Ed anche in Piazza Vittoria.

Flavio

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