Ieri a Roma la “calata nera” su Roma è stata un flop: nonostante il battage pubblicitario, condito dal pompaggio mediatico del generale microcefalico Vannacci (presente un giorno sì e l’altro pure su TV, giornali, ecc.) meno di due mila fascistelli, provenienti da tutta Italia (e pure con delegazioni d’altri paesi europei!) hanno sfilato con i soliti e stucchevoli tricolori e i soliti e beceri slogan razzisti, anticomunisti, fascisti, ecc. Ovviamente conditi dai saluti romani, esibiti impunemente (nonostante vìolino molte leggi di questa “repubblica nata dalla Resistenza”) davanti a giornalisti e “forze dell’ordine”, sempre pronti a pubblicizzare (i primi) e, ovviamente, a non reprimere i “camerati” (le seconde). Anche le due contro-manifestazioni antifasciste non hanno comunque fatto il pieno: poco più di 6 mila. Certo, oltre il triplo dei fascisti (e quelle antifasciste non erano nazionali, ma romane), ma comunque non certo oceaniche.

A Brescia il presidio, trasformatosi poi in un breve corteo, indetto dall’Assemblea Permanente Antifascista (di cui fa parte anche il circolo bresciano di Sinistra Anticapitalista) ha visto una partecipazione piuttosto deludente: poco più di un centinaio di persone, che hanno sfilato da Piazza Garibaldi al cortile della scuola elementare “Calini”, al Carmine, dove iniziava la festa antifascista promossa dalla sezione ANPI “Caduti di Piazza Rovetta” (che ha visto, in serata, il pieno di partecipazione, per fortuna). Scarsa la presenza dei migranti, principali vittime predestinate dell’ondata fascista (come prova anche il pogrom di Belfast di pochi giorni fa) e nulla quella dei partiti e sindacati dell’area di “centrosinistra”.

Piccolo avviso: si invitano i/le compagn* a boicottare una pizzeria situata a Salò, il Pepe Bianco (non si capisce perché non “nero”). Nonostante la pizza pare non sia poi così cattiva, lo sono invece proprietari e personale, che esibiscono un ritratto di Mussolini ed hanno reagito, di fronte alle rimostranze di alcune persone, invitando i “comunisti” ad andarsene e a non “farsi più vedere”. Quindi, con tutte le pizzerie presenti nell’area salodiana, boicottiamola attivamente, facendo pure girare la voce.


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