Stamattina la nostra compagna Simona ha deciso di andarsene, per sempre. Non so perchè l’ha fatto. Da quando, alcuni mesi fa, aveva deciso di andarsene da Brescia, di andare a vivere sul Po col suo nuovo compagno, ci eravamo persi di vista. So che mi mancheranno le sue battute, la sua “leggerezza”, i suoi manicaretti che portava alle riunioni per renderle più allegre, meno noiose (e sui quali i compagni si buttavano come lupi affamati) i suoi striscioni improvvisati e “artigianali” che portava in ogni manifestazione, senza concordarli con nessuno, visto che tra noi  comunisti libertari/e c’era spazio per tutte/i. E dovremo abituarci a cantare le nostre canzoni di lotta, nei cortei, senza la sua bellissima voce, che spesso sovrastava, per la sua potenza femminile, i nostri “bassi” maschili. La “nostra” Internazionale (intesa come canzone, ma anche come collettivo di compagne/i) avrà d’ora in poi una nota in meno, sarà più povera e meno bella. Ciao Simoncina, che la terra ti sia lieve.

Flavio

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