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Per ricordare Simona un articolo del 08/12/2012 dal sito Brescia Solidale e Libertaria lista per le comunali 2013

(Simona Pedrini candidata al Consiglio comunale)

 

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E’ da poco trascorsa la giornata mondiale contro la violenza di genere che ha visto, anche nella nostra città, il nascere d’iniziative atte a sensibilizzare la popolazione sul tema. Presidi, proiezioni di film, cene di sottoscrizione in aiuto a chi vive questa drammatica realtà. Ancora una volta movimenti, associazioni, comitati, singole persone sensibili, intelligenti e combattive. Da donna pretendo un governo locale attento a questi temi, voglio essere governata da chi non butta i nostri soldi in ricchi premi, parcheggi inutili, mostre d’arte fantasmagoriche e multe per eccesso di velocità!

Credo sia divenuto indispensabile andare oltre le giornate contro che seppur importanti, non bastano certo a risolvere un problema che porta con sé numeri impressionanti: In Italia una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata vittima nella sua vita dell’aggressività di un uomo.

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Sei milioni 743 mila quelle che hanno subito violenza fisica e sessuale, secondo gli ultimi dati Istat e ogni anno ex mariti, fidanzati o padri uccidono in media 100 donne. Vittime le donne, spesso anche i loro figli. Tutto questo merita attenzione sociale, ricerca di fondi per la prevenzione attraverso campagne di sensibilizzazione nelle scuole e nei quartieri, ma anche con azioni concrete, promuovendo progetti di aiuto e collaborando con le associazioni che operano a difesa dei diritti e della dignità di tante donne. Il cambiamento nasce anche e soprattutto dalla possibilità che diamo a chi vive un disagio di trovare un aiuto, una casa, una rete sociale curata e ascoltata da chi dovrebbe lavorare per il bene sociale.

Una casa, tanti immobili sfitti nel nostro comune e proprio non si riesce a pensare a un percorso per l’assegnazione di alloggi protetti per tutte quelle donne che sono costrette a vivere un incubo perché non sanno dove altro andare? Il governo francese ha requisito alla chiesa le sfitte case per destinarle ai clochard e a me sembra un’ottima idea. Non mancano le forze nel nostro territorio perché queste ed altre cose sagge si possano fare. Manca la volontà politica di chi da anni ormai persegue solo il proprio interesse e non vede più in la del suo naso.

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Vero è che noi donne paghiamo tutto due volte, dal lavoro invisibile e non riconosciuto di cura, assistenza ai figli, ai famigliari, alla casa al lavoro visibile con interi settori caratterizzati da manodopera femminile ora piegati dalla crisi e la scarsissima presenza di donne nei piani alti delle aziende. Nella politica dove da anni ormai non si fa altro che parlare di quote rosa. Io non voglio le quote rosa, voglio asili nido comunali, parchi e spazi ricreativi per far socializzare le famiglie, eventi in città che non siano sempre e meramente commerciali. Voglio biblioteche e ludoteche pubbliche e scelte coraggiose dal punto di vista della viabilità e dei trasporti. Voglio una città solidale con il cuore e con le azioni. Anche questa è politica di genere perché un tessuto sociale sano e coeso riesce a vincere anche il degrado che anni di scelte egoistiche e mercificate delle passate amministrazioni hanno creato, ghettizzando e creando quartieri dormitorio privi di ogni servizio dove di certo anche e soprattutto una donna deve avere vita grama.

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