Ora Nando ha ripreso a respirare da solo, sette giorni dopo l’incidente che lo ha quasi ucciso, un vero atto di pirateria su cui indaga la polizia stradale, il nostro compagno ha dato segni di vitalità, fuori dalla sedazione cui è costretto da quando è stato portato all’Ospedale S.Andrea di Roma. Sarà una strada lunga ma Nando è vivo, non è più tenuto in vita dalle macchine ed entro un paio di giorni potrebbe essere sciolta la prognosi.
Scriviamo questo articolo perché in questi giorni, moltissime/i compagne/i hanno fatto sentire tutta la loro solidarietà a Nando e ai suoi familiari, alla compagna Ilaria, soprattutto, ma anche alla nostra organizzazione che prova a farsi carico della mole di lavoro che Nando svolge di solito e tornerà a fare: la costruzione delle campagne per il 2017, anno del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, del cinquantenario dell’uccisione del Che e, per noi, della ripresa del lavoro giovani e poi la battaglia in Cgil, nella corrente di opposizione (Il sindacato è un’altra cosa) che proprio in questi giorni è impegnata nel referendum contro il contratto capestro firmato dalle burocrazie di Fiom, Fim e Uilm.
Continuare il lavoro politico, con più slancio ancora, è il nostro modo per sostenere la resistenza di Nando.

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