Gli operatori appartenenti al Servizio Biblioteche del Comune di Brescia, hanno inoltrato nel maggio scorso all’Amministrazione Comunale le considerazioni e le richieste che seguono:

premesso

-che oggi a Brescia, come nel resto del Paese, le biblioteche afferenti al Sistema Bibliotecario Urbano municipale rappresentano un irrinunciabile servizio gratuito di tipo culturale, sociale e di aggregazione, servizio che contribuisce alla crescita e al benessere personale dei cittadini;

-che il servizio di pubblica lettura è stato erogato anche grazie al contributo professionale e alla disponibilità che, nonostante le risorse umane ed economiche in forte decrescita, i lavoratori in esso impiegati hanno costantemente garantito in questi anni;
– che siamo giunti ad una situazione critica ormai non più sostenibile per la grave carenza di personale che caratterizza il nostro servizio a causa della mancata sostituzione degli operatori (con turnover zero) collocati a riposo: per gli anni dal 2015 al 2018 si conteranno ben 7 bibliotecari e 9 esecutori in meno;
-che le decisioni assunte dall’Amministrazione per l’adesione alla Rete Bibliotecaria Bresciana provinciale nonché l’inserimento per legge delle biblioteche tra i servizi pubblici essenziali (da cui deriva perfino una forte limitazione al diritto di sciopero) comportano un impegno di riorganizzazione del Sistema Bibliotecario Urbano particolarmente impegnativo
chiedono all’Amministrazione Municipale

-che assuma in forma stabile il personale necessario a garantire continuità del servizio almeno per quanto riguarda l’attività ordinaria da tempo gestita con soluzioni emergenziali –che, mentre tamponano le carenze da una parte, producono ritardi e squilibri dall’altra;
-che investa ulteriori risorse per un adeguato aggiornamento/incremento del patrimonio librario e documentario del Servizio Bibliotecario Urbano.

Non avendo ricevuto risposte concrete dopo quattro mesi, i medesimi operatori ripropongono le loro richieste all’Amministrazione comunale in occasione dei due importanti eventi cittadini che riguardano il mondo del libro e della lettura : la “Fiera del libro” e “A BI Book”.
Ricordano, sommessamente ma tenacemente che non solo non sono state stanziate ulteriori, consistenti risorse per gli acquisti delle biblioteche municipali cittadine, ma non sono ad oggi disponibili (siamo a ottobre, sembra) le risorse stanziate dal Comune di Brescia nel bilancio per il 2016.
Ricordano, sommessamente ma accaldatamente, che l’Amministrazione comunale si appresta ad investire ben 720.000 euro per realizzare una sala di studio presso gli spazi dell’ex Buonissimo in corso Mameli “allestita secondo standard qualitativi degni di una capitale europea” per quanto riguarda i microclimi interni ed i servizi telematici, quando nelle biblioteche della città i microclimi sono invivibili e le strumentazioni informatiche sono spesso dello scorso millennio.
Non sottovalutiamo certo l’importanza delle sale di studio per una città universitaria come Brescia né l’opportunità di rivitalizzare una porzione del centro storico cittadino, ma siamo convinti che il Comune dovrebbe investire prima – secondo un progetto d’insieme di “ambizioni europee” che sembra purtroppo non esserci – per il presente e per il futuro dei suoi istituti bibliotecari centrali (Queriniana, Emeroteca, Mediateca) nonché per il presente e per il futuro del suo servizio di biblioteca pubblica di base (le otto biblioteche decentrate).

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