Come pronosticavano i sondaggi, il centro-sinistra a guida socialdemocratica ha vinto (anche se di poco) le elezioni svedesi di domenica scorsa: la coalizione “progressista”, nonostante la flessione della socialdemocrazia (ampiamente compensata dagli altri partner) ottiene 176 seggi, contro i 173 della destra, azzoppata dall’arretramento dell’estrema destra dei “Democratici” (sic!) Svedesi.

Prima di fornire i dati numerici (gli unici che mi interessano dal punto di vista degli “umori” della gente) una premessa: in Svezia la democrazia liberale borghese funziona un po’ meglio che nei paesi imperialisti “chiave” (come gli USA, il Regno Unito, la Francia, il Giappone, l’Italia, la Russia, ecc.), probabilmente perché è dal 1931 che lo scontro di classe è molto attutito e la classe dominante può permettersi un livello di tolleranza sconosciuto nella maggioranza dei paesi capitalistici. Si vota col proporzionale (anche se c’è l’odioso sbarramento del 4% su scala nazionale e del 12% su scala locale) e tutti coloro che vogliono partecipare sono ammessi, basta che si “registrino”. Una prova? Ben 76 “partiti” si sono presentati, tra cui il “Partito del Pollo Malvagio”, quello degli “Scoiattoli”, quello degli “Amoristi”, “Il Gruppo di Evelina”, “Gesù”, “I Capitalisti Umani”, “Il Partito dell’Anatra Paperino”, ecc. Basterebbe la fantasia dei nomi per spezzare una lancia a favore del modo svedese di giocare alla democrazia rispetto a quello italiano (per non parlare di quelli USA, britannico, ecc.). Di questi 76 partiti, ben 43 (tra i quali “Gli Anarchici”) hanno ottenuto meno di dieci voti! Neanche i parenti li hanno votati. Altri 9 hanno ottenuto tra undici e cento voti. E 6 tra cento e mille voti. Un bel “pluralismo”, non c’è che dire. Infatti la partecipazione è stata dell’84%. L’unico partitino che ha avuto un minimo di riscontro, pur senza ottenere seggi, è una scissione del Partito della Sinistra, avvenuta a Örebro 12 anni fa, e che a poco a poco ha preso delle derive rossobrune, simili a quella del BSW tedesco. Ha ottenuto circa 10 mila voti a Örebro (oltre il 4%), anche se su scala nazionale si è fermato allo 0,7% (poco più di 40 mila voti). Tutti i principali partiti, sia di destra che di “sinistra”, sono cresciuti (in particolare il Partito della Sinistra, analogo alla Linke tedesca), grazie anche all’aumento degli elettori, con due grandi eccezioni: il Partito Socialdemocratico (che resta comunque di gran lunga il primo partito svedese) e l’estrema destra dei cosiddetti “Democratici Svedesi”. Il successo degli ex “comunisti” del Partito della Sinistra è stato particolarmente forte nelle aree metropolitane: 17% a Malmö (2° partito, dopo i socialdemocratici), il 15% a Göteborg (3°), il 13% a Stoccolma (3°), anche se nei tradizionali “feudi comunisti” del Nord è andato meno bene, con risultati inferiori alla media nazionale.

Ecco la tabella, con i voti espressi in migliaia

partitoVoti 2026%2026Voti 2022% 2022Diff. 2026/22
Socialdemocratici187628,0196530,3-89
La Sinistra5608,44376,8123
Centro4727,04356,737
Verdi4106,13295,181
altri “sinistra”*70,1140,2-7
TOTALE CSX332549,6318049,1145
Moderati133019,9123719,193
Democratici Svedesi117317,5133020,5-157
Cristiano Democratici4146,23465,368
Liberali3585,32994,159
altri destra350,5400,6-5
TOTALE CDX331049,4325249,658
  • Escluso il Partito Orebro, per i motivi di cui sopra

Flavio Guidi


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