Mentre tutti i media (controllati, come si sa, dalla lobby bolscevico-giudaico-massonica) strillano a gran voce sul fantomatico “pericolo nazista” (o di estrema destra in generale), il vero pericolo, quello comunista, viene sistematicamente ignorato o comunque minimizzato. Ne è un tipico esempio ciò che è successo domenica 6 settembre. Mentre si urlava “Al lupo, al lupo” per la vittoria di un partito democratico e popolare in un piccolo Land tedesco, nessuno faceva notare che a Wiedenhof, a soli 100 km dalla Sassonia-Anhalt (e a pochi km dalla seconda metropoli tedesca, la perfida e rossa Amburgo), i comunisti, grazie al minaccioso schieramento di teppisti antifa fuori dai seggi, riportavano una schiacciante vittoria: 93% dei voti (per fortuna divisi tra 17 diversi partiti), contro un misero 7% per le forze dell’opposizione democratica. Il 34% dei voti ottenuti dal primo dei partiti sovversivi (il Partito Comunista Internazionalista Orgiastico-Dionisiaco) per fortuna non sarà sufficiente a formare il governo municipale. Sarà costretto a trattare non solo col secondo arrivato (il Movimento Comunista Internazionalista Orgiastico-Dionisiaco, scissione del precedente), che ha ottenuto il 10% dei voti, ma pure col terzo (il Gruppo Comunista Internazionalista Orgiastico-Dionisiaco, recentissima scissione della precedente scissione), che ha ottenuto il 5%. Ed è probabile che debba trattare addirittura col quarto, il Partito dei Comunisti Democratici, Realisti e Responsabili, che, pur essendosi fermato al 4%, permetterebbe di superare il 50% necessario a formare la giunta comunale. Conoscendo le difficoltà che incontrano i comunisti ogni volta che devono mettersi d’accordo tra loro, possiamo dire che qualche speranza di salvare la democrazia a Wiedenhof c’è ancora. Anche perché, come si sa, Dio è con noi, mica coi comunisti.
Feicnius
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ma lo sbarramento non è al 5%?
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