Confesso che, quando ho letto dell’intervento della “Giovane Democratica” che invitava a “disertare le guerre”, ho provato un misto di stupore e di soddisfazione. Da vecchio, inguaribile ottimista (ed illuso) mi son detto “Caspita, non tutto è perduto neppure nell’area del PD! Vuoi vedere che ci sono ancora delle/dei compagn* lì dentro? E inoltre giovani!”. Poi ho letto dell’intervista a Repubblica, in cui la giovinotta chiariva che non parlava della sacrosanta guerra russo-ucraina, quella tra imperialisti neozaristi (e fin qui va bene) e “democratici” ucraini appoggiati dal “mondo libero”! E mi son detto che, nonostante la mia veneranda età, continuo a cascarci. Mi basta un timido segnale, una bandierina più o meno rossa, un pugnetto che si alza, incerto e tremebondo, un fischiettare l’Internazionale e zac!… eccomi pronto ad abboccare. Meno male che ci ha pensato la ragazzina, spiegandomi che le guerre sono “giuste” quando uno Stato cattivo ne aggredisce uno buono e quest’ultimo si difende, a riportarmi sulla Terra. [FG]

CERCHIOBOTTISMO GIOVANILE, di Heiko Kaimi

La segretaria nazionale dei Giovani Democratici, Virginia Libero: “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori”.

Brava, allora cosa ci fai nel partito più guerrafondaio d’Italia? (segue la famosa frase di Andreotti sul pensar male).

Noi siamo i giovani

I giovani più giovani

Siamo l’esercito

L’esercito del PD

Agitazione a sinistra: la segretaria dei Giovani Dem ha fatto un discorso pacifista. La sinistra torna finalmente a fare la sinistra. Incredibbole. Peccato che poi ha rilasciato un’intervista a Repubblica. Vediamo…

Dunque, nell’intervista Virginia Libero ha cercato di chiarire che il suo discorso pacifista alla Festa dell’Unità non equivale a una posizione di equidistanza sull’Ucraina. Ahhhhh… Ecco…

Alla domanda se il suo pacifismo significasse sostenere lo stop all’invio di armi a Kiev, ha risposto in sostanza: «Kiev non c’entra nulla con quello che ho detto dal palco». Ah no? E allora che cazzo c’entra il pacifismo?

E il suo grido «non saremo noi i soldati delle vostre guerre» e «organizzeremo i disertori» come dovremmo interpretarlo? A quale guerra non parteciperà la giovane segreteria Dem? Cosa diserta?

Forse l’hanno invitata a un torneo di Risiko e lei, sentitasi investita del suo ruolo, ha rifiutato categoricamente e con vibrante passione? Vai a saperlo…

Ha detto poi che i Giovani Democratici sanno da che parte stare: «dalla parte dell’Ucraina». E ha chiarito esplicitamente di condannare Putin… Mò, sì. C’era qualcosa che non mi tornava!

Ma attenzione, Virginia Libero rivendica tuttavia una posizione pacifista generazionale. Secondo lei i giovani sono «sempre stati pacifisti». E la sua generazione non fa eccezione.

Ha infine specificato che il bersaglio del suo discorso era soprattutto il piano di Trump di portare la spesa militare al 5% del PIL, che giudica negativo perché sottrarrebbe risorse al welfare e allo Stato sociale

Ça va sans dire. Finalmente è tutto chiaro. Virginia non era al corrente che il suo partito è tra i principali sostenitori del riarmo, della guerra in Ucraina e per la vittoria finale sulla Russia.

Non sapeva che il Pd, lo stato sociale lo ha smantellato da tempo, smontando pezzo dopo pezzo i diritti dei lavoratori. Qualcuno dopo il discorso alla Festa dell’Unità deve averglielo ricordato. Ma d’altronde lei ce l’aveva con Trump. Mica con i liberal e i democratici italiani.

E poi suvvia compagni. Virginia è ggggiiiioooovaneeee. È pacifista, arcobalenista, femminista e di sinistra. E si fuma pure i bomboloni. Poi cresce e bombarda mezzo mondo.

Cazzo bastava dirlo. Ci saremmo evitati un casino nel Pd. E qualche polluzione nelle mutande anche nella sinistra radicale.

UNA RAGAZZETTA IN CARRIERA, di Mario Gangarossa

Un ragazzetta in carriera, pronta a monopolizzare il posto garantito alle “quote rosa” e alle “quote giovanili”, sale su un palco e, eccitata dagli applausi o da qualche spritz di troppo, lancia il suo proclama pacifista.

Disertiamo.

Le vostre guerre fatevele voi.

E l’intera galassia dei fessacchiotti della sinistra, quella “vera”, quella antagonista e perfino “rivoluzionaria” applaude.

Ecco questo è il PD che vogliamo.

Disertiamo.

E tutti a suonare trombe e trombette.

Dai che questa volta a votare PD non occorre nemmeno tapparsi il naso.

Peccato che dura lo spazio di una nottata. Il tempo di rilasciare una intervista a Repubblica.

«Kiev non c’entra nulla con quello che ho detto dal palco, sappiamo da che parte stare, dalla parte dell’Ucraina, condanno Putin».

“Disertare le vostre guerre” non vale per l’Ucraina.

Mica intendeva invitare alla diserzione gli ucraini che combattono contro la Russia.

Sono i “nemici” che devono disertare.

Ci sono le guerre “giuste” e quelle “sbagliate”. Ed è ovvio che si disertano solo quelle sbagliate.

Il sasso è stato lanciato. Ha fatto flop sull’acqua della palude e si è perso nel fondo.

Finirà eletta deputata e voterà l’invio di armi dovunque si combatta una “guerra giusta” e il sostegno alla ventina di missioni militari italiane nel mondo, che come sa bene ogni bravo boy scout, sono “missioni di pace”.

Fine della storia.


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