Apro il computer: tutte le testate online gridano “Trionfo dell’AfD in Sassonia Anhalt”. Alcuni titolano “Trionfo dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt”. Da mesi i sondaggi indicavano questi risultati. Vediamo più da vicino. Innanzitutto il Land in questione, il più povero della Germania, e storicamente di destra, come tutta la ex DDR, esclusa Berlino, ha poco più di 2 milioni di abitanti, un quarantesimo della popolazione tedesca. In proporzione, in Italia, sarebbe più o meno come il Friuli-Venezia Giulia. Indubbiamente lo spostamento a destra c’è stato, ma solo all’interno dello schieramento conservatore: quasi 200 mila elettori “conservatori” (della democristiana CDU) hanno abbandonato il partito, scegliendo l’estrema destra. Che però ha pescato altri 60 mila voti anche tra chi si era astenuto cinque anni fa. Infatti il numero di votanti è aumentato, passando da poco più del 60 ad oltre il 75% degli aventi diritto. Oggi l’estrema destra ha preso 557 mila voti (44,3% dei voti), contro i 221 mila (20,8%) di cinque anni fa. Anche rispetto al “record” di AfD del 2016 (273 mila voti, 24,3%) c’è stato praticamente un raddoppio in termini di voti. A farne le spese è la destra conservatrice tradizionale, la CDU, che si ferma a 214 mila voti (17%), rispetto ai quasi 400 mila di cinque anni fa (37,1%). E l’altro partito conservatore, quello liberale, resta fuori dal parlamento del Land, passando da 71 mila voti (6,7%) di cinque anni fa ai 32 mila (2,6%) di oggi. Anche gli altri piccoli partiti di destra vengono svuotati, passando dai 67 mila voti (6,2%) di cinque anni fa alla quasi scomparsa di oggi (16 mila voti, 1,3%). Un dato abbastanza preoccupante è anche il fatto che, nonostante una certa mobilitazione antifascista dell’elettorato, circa un terzo degli oltre 200 mila elettori che si erano astenuti nel 2021 abbiano deciso di recarsi alle urne per votare l’estrema destra. Una cifra inferiore alla media totale, ma non certo marginale. Complessivamente, comunque, la destra (dai liberali ai neonazisti passando per i democristiani e i partitini minori), passa dai 736 mila voti del 2016 (69,2%) agli 820 mila di oggi (65,2%). Un indebolimento, per quanto limitato, della destra sassone? In un certo senso sì, ma, ripetiamo, uno slittamento verso l’estrema destra del tipico elettore conservatore (com’era successo un po’ in tutta la Germania tra il 1928 e il 1933, portando alla vittoria di Hitler, col 43,9% dei voti). Il piccolo spostamento a sinistra è probabilmente dovuto ad una certa mobilitazione degli “astenuti” di cinque anni fa, quasi sicuramente preoccupati dai sondaggi che da mesi danno in crescita l’AfD. Infatti i due terzi dei “nuovi” elettori hanno votato i partiti della “sinistra”, intesa in senso lato. La socialdemocrazia (SPD) torna ad essere il primo partito dello schieramento “progressista”, con 116 mila voti (9,2%), con un piccolo incremento rispetto al peggior risultato della sua storia (90 mila voti, 8,4%), ma sempre ben lontano dalle percentuali di dieci o venti anni fa. Va molto meglio per i Verdi, che passano dai 63 mila voti (5,9%) di cinque anni fa ai 112 mila (8,9%) di oggi. E la Linke, che sembra avere il “vento in poppa” a livello nazionale, pur recuperando rispetto alle politiche ed alle europee, non riesce a recuperare tutti i voti persi in seguito alla scissione dei “rossobruni” del BSW. Infatti passa dai 117 mila voti (11%) del 2021 ai 107 mila (8,5%) di oggi, passando dal primo al terzo posto. Tenuto conto del fatto che la Linke, in questo Land, aveva sempre viaggiato, nel ventennio 1995-2015, intorno al 20% dei voti, si può constatare il consolidamento del fenomeno, iniziato da qualche anno, dello spostamento ad ovest di quello che era il tipico partito “di sinistra” degli “ossis”. Il BSW, (i cui elettori credo si considerino “di sinistra”, con tutti i dubbi che ci possono essere) pur ridimensionata rispetto al relativo boom delle politiche nazionali, ottiene 66 mila voti (5,2%), mentre non era presente nel 2021, essendo ancora nella Linke. Gli altri piccoli partiti “progressisti” passano dai 34 mila voti (3 %) di cinque anni fa ai 28 mila di oggi (2,3%). In totale 430 mila voti (35,1%) oggi, rispetto ai 304 mila (28,3%) di cinque anni fa. Un quadro un po’ più complicato di come lo dipingono i nostri giornalisti “mainstream”, non è vero? Stiamo a vedere che succederà a fine mese a Berlino (che ha il doppio degli abitanti della Sassonia-Anhalt), dove i sondaggi danno la Linke come primo partito.

FG


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