Oggi è la giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro. E si “scopre” che sono circa tre milioni i proletari che muoiono ogni anno sul “fronte del lavoro”. Circa 330 mila (quasi mille ogni giorno) muoiono per gli “incidenti” (i famigerati “omicidi bianchi”), gli altri per malattie professionali (silicosi, asbestosi, cancro, ecc.). Una vera e propria guerra asimmetrica, che causa molti più morti delle guerre combattute con le varie armi (in cui, comunque, la gran parte delle vittime è costituita da proletari e da poveracci). Siamo a cifre paragonabili a quelle della Prima Guerra Mondiale (10 milioni di morti in poco più di 4 anni), eppure non si vedono mobilitazioni nemmeno lontanamente paragonabili a quelle che ci hanno portato in piazza contro le varie guerre scatenate dal capitale e dai suoi servi di tutte le “potenze” presenti sul globo terracqueo. Un tributo di sangue al Moloch del capitale, il quale non si accontenta di estorcere il “normale” plusvalore, ma pretende sempre più lavoro vivo da ingurgitare. C’è poco da aggiungere alla frase finale del Manifesto: tremino le classi dominanti al pensiero di una rivoluzione comunista. I proletari non hanno da perderci che le loro catene. Hanno tutto un mondo da guadagnare!
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