Abbiamo ricevuto questo dispaccio da Gaza, alle 9.40, che parla di altri dodici palestinesi assassinati dai bombardamenti sionisti, ma alle 13.22 si trattava (secondo l’agenzia Wafa) di “almeno 29 morti” per bombardamenti su tende e condomini in diverse aree della Striscia – a Gaza City, vicino Jabalia, nell’area di Asdaa, a nord-ovest di Khan Younis.

Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, l’11 ottobre, più di 1.850 cittadini sono stati uccisi o feriti a causa di più di 1.300 violazioni dell’accordo commesse dall’occupazione.

Sabato 31 gennaio 2026 | 9:40

Al-Hadaf News – Striscia di Gaza

*Dodici palestinesi, tra cui sei bambini, sono stati uccisi e altri feriti in attacchi aerei israeliani nella Striscia di Gaza all’alba di sabato*.

Fonti mediche hanno riferito che cinque palestinesi, tra cui tre bambini e due donne, sono stati uccisi e diversi altri feriti, quando aerei da guerra israeliani hanno bombardato un condominio vicino all’incrocio di Abbas, a ovest di Gaza City.

Le fonti hanno aggiunto che diverse persone sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano su un condominio vicino all’incrocio di Jabalia, a est di Gaza City.

Anche sette palestinesi della famiglia Abu Hudaid sono stati uccisi e altri feriti quando la loro tenda è stata bombardata nella zona di Asdaa, a nord di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale.

Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, l’11 ottobre, più di 1.850 cittadini sono stati uccisi o feriti a causa di più di 1.300 violazioni dell’accordo commesse dall’occupazione.

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Poco dopo un altro dispaccio, del Direttore generale del Ministero della salute a Gaza afferma:

● La Striscia di Gaza sta vivendo una catastrofe umanitaria causata dall’occupazione e dal silenzio internazionale.

● Siamo affetti da una grave carenza di medicinali e di cibo, che si è riflessa negativamente sulla salute dei bambini nella Striscia.

● L’apertura del valico di Rafah è la speranza desiderata per salvare la popolazione della Striscia.

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Sul silenzio internazionale caduto su Gaza insiste anche questo pezzo di Eman Abu Zayed su “Invicta Palestina”: “Il cessate il fuoco ha fatto ciò che doveva fare: rendere Gaza invisibile. Le morti di massa a Gaza continuano, eppure il mondo non ci fa più caso, convinto che il genocidio sia finito.”

Facciamo tutto il possibile perché questo silenzio venga rotto.

Mentre a Gaza il genocidio continua, con i bombardamenti, le morti per malattie non curate e per denutrizione, anche in Cisgiordania lo stato sionista non si ferma. Grazie al silenzio complice della cosiddetta “comunità internazionale”, e cioè dell’insieme degli stati che armano Israele, la proteggono da ogni critica o, quanto meno, le assicurano le forniture di merci indispensabili per i suoi crimini, lo stato sionista e i suoi coloni, in simbiosi, continuano a rubare terra e spazio ai palestinesi. Di più, come Shatha Hanaysha denuncia, “Israele sta silenziosamente cancellando i campi profughi palestinesi in Cisgiordania”, “ha iniziato ad attuare il suo piano per porre fine alla questione dei rifugiati palestinesi demolendo il suo simbolo più importante: il campo profughi”.


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