Il nostro blog, come scrivemmo già nel 2015, è un blog aperto a tutte le forze anticapitaliste, anche se non esclude interventi (come nei commenti, per esempio) di chiunque voglia dire la sua, pur essendo su posizioni lontane dal gruppo di compagni che ha creato il blog. Per cui, quando un articolo è firmato, non necessariamente rappresenta le posizioni del gruppo “redazionale”. Questa introduzione per sgombrare il campo da malintesi ed equivoci. Ora, da sempre BA è stata oggetto di critiche, a volte ingenerose, a volte completamente prive di senso (e talvolta pure corrette, a mio avviso) da parte soprattutto dei fan della geopolitica, cioè di quelle persone (che a volte sono compagni) che vedono nei rapporti tra le potenze statali la bussola per orientarsi nella lotta politica. Queste critiche si sono acuite, come c’era da aspettarsi, nell’ultimo anno, con la guerra russo-ucraina. Personalmente ritengo tutti gli stati attualmente esistenti come nemici (o nel migliore dei casi una zavorra) della liberazione degli esseri umani dallo sfruttamento e dall’oppressione. Ma, ovviamente, con gradazioni diverse. Non posso certo considerare allo stesso modo, per fare un esempio, il regime saudita e la confederazione svizzera. Comunque mi sono chiesto più volte se almeno alcune delle critiche rivolteci non fossero, almeno in parte, giustificate. Per cui ieri, approfittando della giornata uggiosa, mi sono dedicato ad un noioso lavoro di spulciatura degli oltre 5 mila articoli usciti dal luglio 2015 al dicembre 2022. Oggetto della spulciatura? Quale stato, governo, establishment sia stato attaccato (o comunque criticato) negli articoli di Brescia Anticapitalista. Ne è uscito il seguente quadro statistico, che vi sottopongo. Con l’ovvia avvertenza che si tratta di un quadro molto rozzo e schematico, che non ha molto valore dal punto do vista qualitativo. Non è la stessa cosa criticare il governo cubano o venezuelano e attaccare pesantemente i governi turco, saudita o israeliano. Resta comunque, per così dire, agli atti, un evidente squilibrio di interesse verso la zona euro-Mediterranea, come d’altra parte è inevitabile per chi vive in Italia, e senza chiaramente presupporre che, per esempio, i governi francesi siano peggio di quelli sauditi solo perché ben più presenti nei nostri articoli. Due ulteriori avvertenze: la grande maggioranza degli articoli usciti su BA hanno come bersaglio i governi e le classi dominanti italiane, per cui non li ho messi nella rassegna, limitandomi agli “esteri” (piuttosto corposi, visto il nostro slogan “Nostra patria è il mondo intero”); gli articoli prendono di mira quasi sempre i vari governi succedutisi in questi 7 anni e mezzo (per gli USA, per esempio, l’ultimo Obama, tutto Trump e metà Biden), ma in modo diverso. Anche qui, ripeto, il “peso politico” delle critiche non appare, ridotto com’è ad un numero accanto ad uno stato (o, come nel caso delle religioni, del rosso-brunismo o dello stalinismo, ad un’ideologia). Ed ecco la graduatoria dei “cattivi” che emerge da Brescia Anticapitalista.

  1. Turchia (e Rojava) 93 articoli
  2. Francia 92
  3. USA 82
  4. Spagna 82
  5. Russia 66
  6. Israele 45
  7. Jihadismo 39
  8. Cina 37
  9. Grecia 34
  10. Iran 30
  11. Religioni in genere 30
  12. Venezuela 29
  13. Brasile 27
  14. Siria 23
  15. Rosso-bruni 23
  16. Ucraina 22
  17. Stalinismo 19
  18. Arabia Saudita 17
  19. Messico 15
  20. Nicaragua 14
  21. Regno Unito 13
  22. Iraq 13
  23. Colombia 11
  24. Libia 10
  25. Egitto 9
  26. India 9
  27. Germania 9
  28. Algeria 9
  29. Cuba 9
  30. Marocco (e Sahara Occ.) 8
  31. Cile 8
  32. Sudan 7
  33. Libano 7
  34. Kazakistan 6
  35. Bielorussia 6
  36. Perù 5
  37. Polonia 5
  38. Ungheria 5
  39. Tunisia 5
  40. Afghanistan 4
  41. Belgio 4
  42. Svezia 4
  43. Argentina 3
  44. Giappone 3
  45. Corea del Sud 3
  46. Corea del Nord 3
  47. Indonesia 3
  48. Svizzera 3
  49. Pakistan 2
  50. Azerbaigian 2
  51. Kuwait 2
  52. Paesi Bassi 2
  53. Etiopia 2
  54. Bahrein 2
  55. Guatemala 2
  56. Bolivia 2
  57. Bosnia-Erzegovina 2
  58. Irlanda 2

Inoltre, un’altra ventina di stati sono stati “bersaglio” di un solo articolo (tra questi la Croazia, la Finlandia, la Norvegia, l’Uganda, la Birmania, il Congo, ecc.). Per gli “amanti” degli schieramenti “contrapposti”, i paesi NATO hanno la parte del leone nei nostri strali (ben 430 articoli), mentre Russia-Bielorussia e Cina arrivano a 109 articoli. Chissà che diranno di noi ora i “campisti” poco attenti.

FG

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