Ieri in quasi tutto il Perù ci sono state manifestazioni di protesta a favore del presidente (ora destituito e incarcerato) Castillo. In realtà le manifestazioni erano iniziate già sabato, ma ieri sono state particolarmente combattive, soprattutto nel sud del paese, in particolare nella regione di Apurímac. In questa zona è stato chiuso, in seguito agli incidenti, addirittura un aeroporto, quello di Andahuaylas. Anche nella capitale, Lima, ci sono stati vari scontri, ma la manifestazione pro-Castillo è stata poco partecipata (circa 2.000 persone secondo Le Monde) e attaccata con lacrimogeni dalla polizia. Persino nel Congreso (il parlamento) ci sono stati tafferugli tra alcuni deputati. La situazione appare sempre più critica, ed è probabile che, intorno alla figura del presidente destituito, al di là dei macroscopici errori e della linea ondivaga e compromissoria, si coaguli un’opposizione popolare alla linea di “unione nazionale” proposta dalla nuova “presidentessa” Dina Boluarte.