La prima assemblea popolare di quartiere di Nonpaghiamo.it è stata un successo. Almeno un centinaio di persone, la maggior parte gente del quartiere, ha partecipato alla prima scadenza “di massa” del movimento (i due flash mob precedenti, davanti ad A2A, avendo caratteristiche molto diverse). Un buon numero anche i militanti venuti da fuori quartiere e appartenenti ai vari gruppi dell’estrema sinistra, ma il successo si misura soprattutto dalla presenza della gente del quartiere. Ancor più significativo per il fatto che questa gente (che temevo fosse venuta soprattutto perché avvisata della presenza di una TV nazionale – la 7 -), dopo aver seguito l’assemblea fino alle 22 o 22,15, se n’è andata, senza aspettare i tempi tecnici della diretta di “Piazza Pulita”, iniziata, in concomitanza con l’intervento del segretario della CGIL, Landini, verso le 22,40. Tra cartelli e striscioni (molto bello quello del CS 28 maggio, ” Quando un governo non trova i soldi per le bollette ma li trova per le armi è un governo criminale“) ci sono stati molti interventi, sia di militanti storici (come i due coordinatori di Nonpaghiamo Brescia, Sauro Di Giovambattista e Beppe Moretti o Kino, del gruppo nazionale, di Roma, o ancora di Dario Filippini, dell’USB) sia di gente del quartiere, che esprimeva, anche se spesso in modo confuso e “poco politico”, la sua rabbia contro queste superbollette. Un momento particolarmente interessante (nonostante l’assemblea a quell’ora si fosse dimezzata) è stato quando si è creata una specie di interlocuzione tra Landini e la piazza. Ad essere sinceri l’interlocuzione è stata notevolmente squilibrata, con Landini che ha parlato per l’80% del tempo dedicato alla “diretta”, mentre la piazza gridava, tra le altre cose, “sciopero generale” (ripresa da Kino, che terminava la “diretta” chiedendo a Landini cosa aspettava la CGIL a proclamare lo sciopero generale). Il buon Landini è apparso arrampicarsi sui vetri, tirando fuori lo sciopero indetto da CGIL e UIL o la manifestazione prevista per questo sabato a Roma, ma non escludendo “persino” il “ricorso alla mobilitazione” (parole sue). Sintomatico il fatto che non abbia pronunciato, horribile dictu, la parola sciopero. Nelle stanza del padronato, del governo e delle burocrazie di CGIL, CISL e UIL deve suonare come una bestemmia, da esorcizzare con acqua santa (e cariche poliziesche?). Comunque, al di là delle dirette tv e dei “dialoghi” coi massimi dirigenti CGIL, il movimento cresce e si radica sempre più. Giovedì prossimo ci si trova presso la Casa della Sinistra di via Eritrea (davanti a Bresciaoggi) per organizzare le prossime iniziative. Non è che l’inizio, la lotta continua.

FG