Post scriptum: Unione popolare e Cinque stelle? Conte, quello dei decreti sicurezza con Salvini

23/7/22

Nel momento in cui è necessario il massimo sforzo unitario e politico organizzativo delle forze della sinistra radicale, che hanno combattuto le politiche filo padronali dei tre governi di questa legislatura che ha chiuso i battenti e i partiti che li hanno sostenuti, per costruire in brevissimo tempo la lista di Unione popolare con un chiaro segno distintivo di alternativa sociale e democratica di classe, leggiamo con una certa preoccupazione alcuni passaggi della recente presa di posizione della Direzione del PRC. Questi passaggi sono stati per altro subito ripresi e messi in rilievo dal giornale La Repubblica.

Nel testo PRC è infatti presente un appello dai contenuti assai ambigui al M5S di Conte e successivamente una indistinta proposta di allargamento della coalizione in costruzione. Se il rafforzamento e il coinvolgimento nella coalizione di forze sociali che sono espressione dei movimenti sociali in atto è un compito assolutamente necessario che va perseguito in primo luogo attraverso la costruzione delle assemblee locali dal basso, questo allargamento non può in alcun modo comprendere un partito come il M5S, uno dei partiti borghesi in campo, responsabile delle tante misure antipopolari economiche e sociali portate avanti dal Conte 1 e 2 a dal governo Draghi e. come se non bastasse, attore principale dello ulteriore stravolgimento della rappresentanza popolare e territoriale con la riduzione della composizione del Parlamento.

Nessun tipo di alleanza elettorale è possibile con questo partito. L’Unione popolare per non cambiare di segno politico e di classe deve essere alternativa, sia dal punto di vista sociale che da quello elettorale a tutte le forze che in forme diverse rappresentano e curano gli interessi della borghesia, quelle della destra e dell’estrema destra reazionarie e xenofobe ovviamente, il Pd draghiano e filoatlantico e le varie lobby centriste borghesi, ma non meno il M5S per quello che è e per quello che ha fatto.
Speriamo che formulazioni ambigue del PRC siano frutto della fretta e del caldo e che nulla ostacoli la costruzione dei prossimi giorni della coalizione alternativa di classe così come era nello spirito della assemblea di Roma e come anche abbiamo voluto rafforzare e qualificare con il testo politico con cui abbiamo espresso l’intenzione di Sinistra Anticapitalista di partecipare attivamente al processo in corso.

Ogni altra interpretazione e percorso con la modifica del perimetro sociale e politico di riferimento dell’Unione popolare non potrebbe vederci presenti, anzi ne saremmo in contrapposizione.