Il “Cammino delle signore” è una strada di una trentina di km, nel nord della Francia, che si snoda tra boschi e campi coltivati sulle colline a nord della regione dello Champagne, in Francia. Campi concimati dal sangue e dai corpi di centinaia di migliaia di esseri umani, in maggioranza ventenni o poco più, quasi tutti francesi e tedeschi (compresi, comunque, anche 593 giovani, nati, come me, a sud delle Alpi). Durante una sola battaglia, nel 1917, morirono 240 mila soldati, in maggioranza francesi. Colui che li comandava, il “macellaio” Nivelle, non morì in quella battaglia, da lui diretta ed organizzata. Morì 7 anni dopo, tranquillamente, nel suo letto. E così tutti, o quasi, gli altri macellai graduati, dai tempi delle guerre puniche fino all’attuale guerra in Ucraina. Tutti grandi “patrioti”, devoti alla Francia, alla Gran Bretagna, alla Germania, all’Italia, alla Russia, ecc. ecc. Tutti bravissimi ad urlare “armiamoci e partite”! sventolando fiammanti bandierine della “patria”. Oggi, mentre percorrevo questa strada collinare, tra cimiteri militari, monumenti ipocriti ai caduti, monumenti “sinceri” ai macellai (tra i quali un imbronciato Napoleone Bonaparte) sentivo un’angoscia crescente. Pensavo ai giovani macellati nel nome della “patria”, destinati a concimare la terra (di Francia, Germania, Italia, Russia, Ucraina e via via fino al più piccolo dei maledetti stati che si dividono il nostro pianeta), alle loro mogli, fidanzate, madri (e padri). All’oceano infinito di sofferenza umana che le idiote ideologie nazionaliste hanno creato. Ad una terra adatta per seminarci il grano, o crescerci la vite, ai prati così perfetti per rotolarcisi nel fare l’amore, ed all’ottusa stupidità di tanti esseri umani, che fa il paio con la canagliesca ingordigia di denaro e potere di un’altra fetta di esseri che a fatica posso definire miei simili. E cantavo, a voce bassa, che “Nostra patria è il mondo intero”, per scacciare l’angoscia, la tristezza, la barbarie.

Flavio Guidi