Scusate se approfitto del nostro blog per, diciamo così, scopi semi-personali (anche se a sfondo politico). Qualcuno avrà letto i miei due articoli sull’Idiozia della censura (del 26 febbraio e del 1 marzo), in cui denunciavo la ridicola censura di Facebook. Lì scrivevo che mi avevano sospeso l’account FB per 30 giorni. In realtà il mio account è stato sospeso definitivamente per aver pubblicato la foto che vedete sopra, come ipotizzavo nel primo articolo, quello del 26 febbraio. So che vi verrà da ridere (se non ci fosse da piangere), ma sono accusato da Sua Maestà Facebook di aver “violato gli standard sulla nudità minorile”! Giuro che è vero. Visto che FB non ha il senso del ridicolo, azzardo l’ipotesi che sia stato un algoritmo figlio del Concilio di Trento a “bannarmi” (anche se mi piacerebbe conoscere l’informatico che lo ha creato: è sempre interessante conoscere gente proveniente da altri pianeti o da altre epoche). Perché se fosse un essere umano in carne ed ossa sarei molto più preoccupato (per lui, ovviamente). Me lo immagino mentre si aggira nei corridoi di un ospedale psichiatrico, vestito con una lunga tonaca nera, urlando a squarciagola “Pentitevi! Ricordatevi che dovete morire!”. Nel caso invece che a muovere i miei censori sia stato non tanto il quasi invisibile pisellino del bimbetto mentre effettua la sua “pioggia dorata” sull’elmetto del guerriero sdraiato, ma una più moderna (e, dal loro punto di vista, giustificata) censura contro la propaganda anti-militarista e anti-bellicista insita nell’immagine di cui sopra, la mia reazione non sarebbe comunque meno preoccupata. Invece del Torquemada di turno, avremmo a che fare con uno psicopatico in uniforme (ideale o reale non so), amante, come quell’idiota di Luttwak, della guerra, cioè dell’assassinio in serie, e preoccupato della diffusione di perniciose teorie imbelli, che esortino gli esseri umani a fare l’amore, magari, invece che ammazzarsi a vicenda. Aggiungo comunque una nota ulteriormente preoccupata: il nostro blog, accanto alla pagina Facebook di Sinistra Anticapitalista Brescia (e al mio account Facebook) è oggetto di un’attenzione che mi appare spropositata per le purtroppo scarse nostre forze. La pagina FB chiusa da oltre 3 anni (ancor oggi non ne capiamo il motivo) al punto di averci costretto ad aprirne un’altra (Brescia Anticapitalista contro tutti i padroni), il blog (o meglio due dei compagni che ci scrivono) denunciati da padroni, tra i quali il presidente di Confindustria, Bonomi, intimazioni (via email) di togliere questo o quell’altro articolo, minacce da parte di fascisti (questo soprattutto all’inizio), chiusure a singhiozzo di account personali FB (fino alla definitiva di un mese fa). Delle due l’una: o lorsignori ci sopravvalutano, considerandoci capaci di scatenare la tanto agognata rivoluzione proletaria mondiale a partire dalla zona di via Cremona, a Brescia, oppure qualcuno, in qualche angolo della Leonessa d’Italia (Questura? Confindustria locale? Altro?…) ce l’ha con noi, e dedica parte del suo tempo a cercare di metterci i bastoni fra le (fragili) ruote.

Comunque, per tornare a ciò che ho scritto all’inizio, la chiusura del mio account (e quindi dei circa duemila contatti, dei gruppi e pagine, ecc.) mi sta a cuore soprattutto per una questione. Come alcuni già sanno (ho scritto un articolo anche su questo) sono stato assolto con formula piena dall’accusa di diffamazione intentatami dal padroncino della Motive di Castenedolo. Quest’ultimo mi ha quindi restituito agli inizi di marzo i 4013 euro che ero stato costretto a versare. Devo quindi restituire i 3130 euro raccolti durante la campagna #IostoconFlavio#, o destinarli ad altre cause (Bonomi-Sauro, oppure i 12 compagni bresciani denunciati per i fatti della Stazione, oppure destinarli a SA di Brescia o nazionale, ecc.). Una quarantina di compagni, che conosco personalmente o di cui ricordo l’email, mi hanno già risposto disponendo della quota da loro versata (in gran parte destinandola alla causa Bonomi-Sauro). Purtroppo però non ricordo gli email di tutti coloro che hanno versato qualcosa tramite Facebook (i nomi li ho messi tutti, quelli che mi hanno versato tramite bonifico o manualmente e quelli via FB in ordine alfabetico in una scheda) e soprattutto non ricordo chi ha versato in un modo o nell’altro. Per cui, visto che con la chiusura del mio vecchio account non posso più accedere a quell’elenco, sono qui a chiedere a tutti coloro che leggono questo articoletto e che hanno versato tramite Facebook di farmi sapere che vogliono che faccia col loro denaro, scrivendomi a guidiflavio@hotmail.com. Ah, e, se ne avete voglia, dateci una mano ad aggirare la censura condividendo gli articoli di Brescia Anticapitalista. Perché, sopravvalutati o meno, non ci avranno mai come vogliono loro.

Flavio Guidi