di Gianni Sartori

I marinai aderenti al Sindacato dei lavoratori corsi di Ajaccio hanno bloccato un battello della Corsica Ferries impedendo lo sbarco di agenti e veicoli della polizia inviati in tutta fretta per sedare possibili tumulti nell’Isola di Granito.

Non tutti evidentemente, perlomeno in Corsica, hanno digerito la notizia del tentato omicidio nei confronti di uno dei più noti prigionieri politici corsi, Yvan Colonna. Aggredito due giorni fa nella palestra del carcere di Arles da un altro detenuto, un ex jihadista (in passato rinchiuso in un carcere dell’Afghanistan), il militante del FLNC è ancora in coma post anossico. E’ stato prontamente trasferito in un ospedale di Marsiglia, ma si dispera comunque per la sua sorte. Infatti le conseguenze potrebbero essere irreparabili anche in caso di sopravvivenza. Dopo averlo aggredito alle spalle, mentre Yvan era a terra il killer ha tenuto premuto per qualche minuto il piede sulla carotide arrestando il flusso del sangue e dell’ossigeno al cervello.

Nato ad Ajaccio nel 1960, da padre corso (un socialista “vecchia maniera”) e madre bretone (comunista), Yvan Colonna era in seguito vissuto per alcuni anni a Nizza. Rientrava definitivamente in Corsica nel 1981 per diventare pastore e militante del FLNC. Accusato di aver preso parte all’assassinio del prefetto Claude Erignac (delitto di cui si è sempre professato innocente), venne arrestato dopo quattro anni di latitanza e condannato definitivamente all’ergastolo nel 2007.

Per i suoi familiari: “Lo Stato era giuridicamente responsabile della sicurezza di Yvan Colonna. Se muore, l’amministrazione penitenziaria e l’intera gerarchia politica dovranno renderne conto”.

Il presidente del consiglio esecutivo della Corsica Gilles Simeoni si è spinto oltre affermando che “lo Stato porta una responsabilità schiacciante” in questa vicenda.

Oltre ai rinforzi di polizia è stato spedito in Corsica anche il nuovo prefetto (con due giorni d’anticipo sulla data prevista) con una scorta proporzionata al difficile momento.

Diverse manifestazioni si sono già svolte il 3 marzo per denunciare il fatto inquietante di un detenuto definito DPS (Détenu Particulièrement Surveillé) lasciato in balia di un altro DPS già noto per episodi di aggressione in carcere.

Questo mentre da tempo i familiari e le organizzazioni autonomiste e indipendentiste ne chiedevano il trasferimento in un carcere dell’Isola.

Inalberando cartelli e striscioni con le scritte “Statu francese Assasinu” e “Gloria a te Yvan”, gli studenti hanno nel frattempo occupato l’Università della Corsica a Corte.

Gianni Sartori