A Napoli gli apparati repressivi dello stato sono in febbrile attività contro il Movimento 7 novembre, con l’ostinata intenzione di decapitarlo. 

La Questura è impegnata giorno e notte a ricostruire l’attività del Movimento e scovare tutte le possibili violazioni del cosiddetto ordine pubblico, e all’occorrenza, dove non ne trova, inventarsene. L’attacco non è solo sul divieto di manifestare e sull’applicazione, addirittura retroattiva, dei Decreti Salvini. Nei giorni scorsi, dopo l’imputazione di “associazione a delinquere” per due portavoce del Movimento (Maria e Eddy), sono arrivate cinque notifiche di avvisi di “pericolosità pubblica” a Eddy, Mimì, Maria, Antonio e Ciro, con l’annessa intimazione a tenere “una condotta conforme alla legge”. Notifiche avvenute attraverso convocazioni negli uffici della questura, attuate con veri e propri fermi ed accompagnamenti per far sentire anche fisicamente la vigile presenza dello Stato.

Se si considera, poi, che solo in questo mese di marzo sono previsti cinque processi contro questo Movimento di senza lavoro, si ha un’idea della carica di aggressività delle istituzioni della repressione, volta a fiaccare la lotta anche sul piano materiale (i costi per la difesa) e morale, ricorrendo per esempio alla vile insinuazione che qualcuno tra i più impegnati nella lotta alla disoccupazione svolgerebbe “attività illecite… ai fini del proprio sostentamento”.

Come si spiega questa carica di aggressività proprio nel momento in cui un primo sbocco positivo di questa lotta sembra molto vicino dati, tutti gli impegni presi e confermati a livello istituzionale, sia a Napoli che a Roma? 

Non ci sono che due risposte possibili. 

La prima, è che si colpisce il Movimento 7 novembre, e il SI Cobas che lo spalleggia, per mettere il Comune di Napoli e alla Regione Campania al riparo dal controllo sulle rispettive attività di gestione dei fondi del PNRR, il Piano di “rinascita” dei profitti della borghesia. 

La seconda, è che si cerca di spegnere un focolaio che potrebbe diventare un riferimento, un punto di aggregazione dei numerosi nuclei di proletari licenziati, oggi tenuti ben separati gli uni dagli altri dall’occhiuta politica dei sindacati confederali. Il Movimento 7 Novembre appare particolarmente pericoloso perché è stato capace di indicare una molteplicità di lavori socialmente necessari, perché non si muove in maniera corporativa e, anzi, ha cercato e cerca in ogni modo di unire le spinte e le volontà di lotta di tutti i possibili settori, operai licenziati, precari, studenti.

E’ urgente, perciò, far circolare la denuncia di quanto sta avvenendo a Napoli, anche a livello internazionale, e fare quadrato intorno a queste compagne e compagni, anche attraverso il sostegno alla loro cassa di resistenza, come stanno già facendo associazioni, gruppi di compagni e singoli cittadini.

Vi chiediamo di sostenere le spese legali con un contributo alla seguente Associazione Cassa di Resistenza Operaia ODV 

IBAN: IT44V0501803200000017119678
BIC banca destinataria: CCRTIT2T84A
Denominazione della banca: BANCA POPOLARE ETICA

Qui di seguito, prima due dei 5 avvisi distribuiti dalla questura di Napoli, poi l’”avviso orale” del Movimento 7 novembre alle istituzioni, infine l’appello (in più lingue) del Laboratorio politico Iskra.

Pubblichiamo il testo del “nostro avviso orale” che simbolicamente abbiamo dato a chi vorrebbe criminalizzare la nostra lotta.

IL NOSTRO AVVISO ORALE
ALLE ISTITUZIONI NAZIONALI E LOCALI

VISTI

gli 8 anni di percorso in cui sono stati individuati numerosi percorsi e risorse economiche per poter sbloccare la possibilità per l’inserimento al lavoro ed alla formazione per centinaia di disoccupati/e che hanno indicato esigenze, bisogni sociali e lavori socialmente necessari che servono alla città su tanti argomenti e settori d’intervento: la messa in sicurezza dei territori, la riqualificazione della città, la valorizzazione del patrimonio culturale, la lotta allo spreco alimentare costruendo un ciclo di riutilizzo virtuoso, la prevenzione contro roghi e sversamenti illeciti, la raccolta differenziata ed i servizi legati al ciclo dei rifiuti, la manutenzione delle poche spiagge a disposizione, la manutenzione stradale, la cura del verde e degli spazi inutilizzati della città, la valorizzazione dei beni comuni, il potenziamento del trasporto pubblico e dei servizi territoriali, lo sviluppo delle opere di ripascimento e rifunzionalizzazione del litorale, la realizzazione per progetti di miglioramento della vivibilità quotidiana, il contrasto al dissesto idrogeologico affiancato ad un serio programma per le bonifiche, il superamento di un approccio emergenziale che rincorre smottamenti del terreno, inquinamento da polveri sottili, alluvioni e frane, il piano di formazione per mansioni di controllo, monitoraggio e cura del territorio anche come utile argine per le infiltrazioni criminali, ecc…

ACCERTATO

che questi percorsi sono resi disponibili oltre che dalle risorse ordinarie ed europee, dalle risorse del PNRR ed altri finanziamenti come quelle previste dalla Legge di Bilancio (vedi il comma 249 e la possibilità di Patti territoriali per la Transizione Ecologica per progetti formativi e di inserimento al lavoro) collegati al programma di Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (G.O.L.) che per la Campania destina 124 milioni di euro per la formazione al lavoro, ai quali si sommano gli Accordi per la promozione della Sicurezza Integrata recentemente in Prefettura stipulati ai sensi dell’art.3 del d.l. n14/2017 convertito, con modificazioni, dalla l.n. 38 del 18/04/2017 che con l’art.11 prevedono Tavoli straordinari anticrisi per prevenire le situazione di disagio sociale fornendo la possibilità di affiancare al tavolo interistituzionale alcune procedure urgenti per situazioni di crisi legate al problema della crisi del lavoro, disoccupazione ed occupazione, e preso atto del D.L. 152/2021, convertito con modificazioni dalla L. 233/2021, prevede l’assegnazione di apposite risorse alle città metropolitane in attuazione della linea progettuale «Piani Integrati – M5C2 – Investimento 2.2» nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per un ammontare complessivo pari a 2.493,79 milioni di euro per il periodo 2022-2026, e che l’importo destinato alla Città Metropolitana di Napoli, calcolato secondo quanto previsto dal comma 3 dell’art. 21, e come da Allegato 1 del D.L. 152/2021, è pari a € 351.207.758 ripartiti in sei anni, dal 2021 al 2026.

CONSIDERATO

Che dal 2014 ad oggi ci sono stati innumerevoli confronti in continuità con gli innumerevoli incontri dei mesi ed anni precedenti tra enti, istituzioni nazionali locali, e le delegazioni del Movimento dal 2014 ad oggi, dopo tentativi falliti di bandi per progetti condivisi tra le istituzioni locali e le nostre delegazioni,
Che solo per riportare alcuni tra i recentissimi passaggi ci limitiamo a ricordare…
Che il giorno 5 Novembre del 2021 nella Prefettura di Napoli si è tenuto l’ultimo Tavolo Interistituzionale alla presenza del Ministro del Lavoro – Andrea Orlando, del Prefetto di Napoli, Carlo Palomba, del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, dell’Assessore del Lavoro del Comune di Napoli, Chiara Marciani nel quale si concordò l’impegno di riconvocare entro i primi giorni del mese di Dicembre 2021 a seguito di verifiche tecniche per concretizzare un percorso possibile per dare una prima risposta all’esigenza di salario e lavoro, tramite l’approfondimento di alcune proposte che gli enti avrebbero sostanziato,
Che si è accertato in sede Prefettizia e dinanzi agli enti, che il nostro Movimento non è stato coinvolto in alcuni episodi che il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, indica come motivo per il quale non c’è volontà a dialogare con le nostre delegazioni, auspicando quindi una rinnovata capacità di confronto che noi abbiamo sempre ricercato vista l’importanza ricoperta dalla Regione in materia,
Che il giorno 13 Novembre 2021, a seguito di una manifestazione di migliaia di persone a Napoli in solidarietà del Movimento, ci fu comunicata la conferma della volontà di dare seguito agli impegni,
Che il giorno 29 Novembre, a seguito di un incontro con l’Assessore al Lavoro del Comune di Napoli, ci fu comunicato che il lavoro di verifica sulla nostra platea e sulle possibilità di inserimento lavorativo erano in corso e si era in attesa della riconvocazione del Tavolo Interistituzionale
Che il 22 Gennaio 2022 tutte le forze politiche ed i Capogruppi di maggioranza ed opposizione, come pubblicato dal sito ufficiale del Comune di Napoli, hanno condiviso un documento politico in cui sostengono all’unanimità le rivendicazioni del Movimento 7 Novembre, il percorso indicato, riconoscendo l’attività fatta questa estate sulle spiagge cittadine, la richiesta di accelerare il Tavolo Interistituzionale, la sollecitazione alla Regione Campania di fare la sua parte, l’impegno a creare tutte le condizioni favorevoli per dare un segnale positivo alla vertenza, la convocazione della Commissione Lavoro ad hoc sulla nostra vertenza per spingere l’amministrazione comunale ad individuare soluzioni concrete,
Che dal 1 Febbraio 2022 siamo stati in presidio permanente a Piazza Municipio a causa di informazioni contrastanti circa le cause del mancato rinnovo e la mancata riconvocazione del Tavolo Interistituzionale e di rimbalzo delle responsabilità tra gli enti,ù
Che la Giunta del Comune di Napoli ha pubblicato un comunicato stampa ufficiale circa la volontà di dare seguito agli impegni assunti nei mesi precedenti,
Che il 21 Febbraio, siamo stati ricevuti in delegazione nella sede del Ministero del Lavoro dal Dott. Andrea Bianchi e dal Dott. Romolo De Camillis i quali hanno confermato la disponibilità del Ministro del Lavoro, Andrea Orlando e della struttura ministeriale a partecipare e contribuire al Tavolo Interistituzionale ed in generale con il percorso di confronto con il nostro movimento per individuare soluzioni possibili per la formazione ed il lavoro nella città di Napoli,

RITENUTO

Che la platea dei disoccupati e disoccupate di Napoli è composta da disoccupati di lunga durata, giovani e meno giovani, donne e uomini, ex-licenziati, lavoratori inoccupati, precari e lavoratori intermittenti, percettori di reddito di cittadinanza ed anche non percettori di reddito a causa dei vincoli circa la residenza ed altri requisiti manchevoli ed anche persone che in passato hanno scontato pene o commesso reati ma che oggi collettivamente hanno scelto la strada della lotta per il lavoro per emanciparsi e liberarsi dalla marginalità sociale con l’auspicio di avere un salario ed un lavoro per una vita dignitosa, da abitanti provenienti dalle principali periferie della Città di Napoli che vivono situazioni di degrado, abbandono, assenza di servizi sociali ed alla persona.

Che la platea dei disoccupati e disoccupate ha già dimostrato in numerose occasioni di pulizia e riqualificazione di zone, aree e parchi dei nostri quartieri ed infine ha garantito per tutto il periodo estivo la pulizia gratuita del litorale e delle spiagge cittadine da San Giovanni a Teduccio a Bagnoli, in tutti e 7 i lidi, tramite la raccolta di carta, plastica, vetro dalle 14:00 alle 18:00 per due mesi interi senza contributo economico, come dimostrano i numerosi attestati individuali e collettivi e le relazioni ufficiali del Servizio Tutela Mare del Comune di Napoli.

AVVISA

Che il comportamento che tutte le istituzioni devono assumere non è quello di reprimere chi rivendica un salario ed un lavoro indicando anche strade percorribili in una città dove bisogna sottrarre tanta manovalanza alla marginalità sociale, pertanto

INVITA

tutti gli enti ad avere un atteggiamento finalizzato alla necessaria sinergia istituzionale per individuare nel prossimo Tavolo Interistituzionale un chiaro percorso finalizzato a sostanziare con determinazione ed atti amministrativi concreti un piano di formazione senza il quale lo stesso Movimento 7 Novembre non avrà altra strada che continuare la lotta e la rivendicazione legittima di un salario ed un lavoro.

#Napoli #7Nov #Lavoro

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Salve a tutti e a tutte

Abbiamo prodotto un appello di solidarietà nei confronti di Eddy, Mimi, Maria, Antonio e Ciro appartenenti al sindacato intercategoriale Si Cobas e al Movimento di lotta “Disoccupati 7 Novembre” colpiti/e dalla repressione. 

GIU’ LE MANI DA EDDY, MIMI’, MARIA, ANTONIO, CIRO!

Mercoledì 23 Febbraio la Questura di Napoli ha inoltrato avvisi orali a Eddy, Mimì, Maria, Antonio e Ciro, appartenenti al Movimento di lotta “Disoccupati 7 Novembre” e al sindacato intercategoriale Si Cobas.

Il questore in persona “intima di tenere una condotta conforme alla legge” per evitare “l’applicazione di una delle misure di prevenzione previste”.

Non commenteremo le accuse infamanti che arrivano, nel caso di Eddy, già inquisito assieme a Maria per associazione a delinquere, a parlare di non meglio precisate “attività illecite ai fini del proprio sostentamento”, gettando fango sulla sua attività sindacale con il SiCobas al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici.

Consapevoli che non saranno certo queste favolette questurine o i teoremi fantasiosi della magistratura a fermarci, vogliamo sottolineare la cornice politica entro cui si attua tutto ciò.

Nelle ore e nei giorni in cui il mondo sprofonda nella ennesima escalation imperialistica continua l’accanimento giudiziario e la criminalizzazione delle avanguardie del movimento dei disoccupati e del sindacalismo conflittuale qui a Napoli.

Si prova a distruggere queste esperienze di lotta collettive, utilizzando la repressione come monito chiaro per chiunque avverta la necessità di mobilitarsi in difesa del diritto ad un salario e di condizioni di vita migliori.

I padroni tremano perché molte di queste sfruttate e sfruttati si stanno organizzando in maniera sempre più convinta mettendo in discussione l’intero sistema sociale ed economico.

Per gli sfruttatori l’unica esigenza diventa quella di prevenire e poi reprimere ogni tentativo di cambiamento.

Se è vero che una lotta contro questi meccanismi repressivi non può essere slegata da una lotta quotidiana contro il sistema economico e sociale che li produce, tra le esigenze immediate resta centrale la necessità di fare quadrato attorno a chi viene represso perché prova a rovesciare lo status quo.

Ci rivolgiamo agli attivisti e alle attiviste, alle realtà di lotta, ai lavoratori e lavoratrici, ai sindacati conflittuali, ai disoccupati e disoccupate, agli studenti e le studentesse, ai comitati di lotta ambientali e territoriali. Auspichiamo che tanti e tante prendano parola rispetto a questa vergogna.

Facciamo sentire la nostra vicinanza a queste compagne e a questi compagni.

Nessuno/a venga lasciato nelle mani della repressione.

I compagni e le compagne del Laboratorio Politico Iskra.

da https://pungolorosso.wordpress.com/